Il flusso atlantico si atterrà agli “ordini” dell’anticiclone scandinavo?
Cosa potrebbe succedere nei prossimi giorni sull’Europa?
L’anticiclone scandinavo torna alla riscossa!
Anche se non ha più la forza di pochi mesi fa, questa struttura barica che ci ha tenuto compagnia per buona pare dell’estate, tornerà entro poche ore a formarsi sempre sulle stesse zone.
Stavolta però la sua tenacia sarà garantita per più di una settimana da una componente termica estremamente accentuata, dovuta sia alle basse temperature che in questo periodo si registrano fra Norvegia e Svezia (con punte di –19°C nella nottata appena trascorsa), sia all’effetto “albedo” di riflessione dei raggi solari, a causa della presenza di un cospicuo manto nevoso al suolo, in ulteriore ispessimento entro domattina.
Infatti adesso a latitudini artiche sta transitando una moderata perturbazione, collegata ad una depressione piuttosto profonda, causa principale di un peggioramento temporaneo, ma “gradito” da chi ama la neve a quelle latitudini.
La formazione di una struttura anticiclonica forte a quelle latitudini, a seguito del passaggio della perturbazione, porterà notevoli conseguenze riguardo al tempo delle nostre regioni, anche a breve termine.
Infatti il normale flusso di perturbazioni atlantiche da ovest verso est, troverà un “muro” davanti a sé e verrà deviato maggiormente verso l’Europa meridionale, fino a che, fra sabato e domenica, uno di questi sistemi frontali non riuscirà ad abbordare la Penisola Italiana.
La possibilità che si verifichi una evoluzione simile è piuttosto
elevata, in quanto gli anticicloni termici, una volta formatisi, sono strutture ben definibili sia in sede di analisi che di previsione.
Oltretutto l’Europa orientale è costellata di stazioni di rilevamento che garantiscono un monitoraggio costante e preciso dei parametri meteorologici fondamentali, e quindi anche la definizione di strutture prettamente termiche come quella da noi analizzata è favorita rispetto ad altre zone meno “coperte” da sondaggi meteorologici.
Infine il flusso zonale da diverso tempo scorre già a latitudini piuttosto basse, di conseguenza le ondulazioni che si verranno a creare nel lungo sistema frontale che normalmente è associato a questo tipo di circolazione, genereranno dei minimi secondari che spazzeranno Paesi come l’Inghilterra e la Francia settentrionale.
Tale fenomeno associato al fatto che attualmente il minimo principale della depressione d’Islanda si trova lontano, nei pressi della Groenlandia, garantirà un certo aumento di pressione a nord-ovest della Norvegia, che irrobustirà ulteriormente l’anticiclone termico.
In definitiva il “peso” dell’aria fredda presente adesso sulla Scandinavia sarà sufficiente a deviare le perturbazioni verso le nostre regioni, già a partire da domenica.
Questo probabilmente sarà solamente il preludio ad una fase di marcata variabilità con correnti fresche nord-atlantiche che spazzeranno buona parte della nostra Penisola, portando la colonnina di mercurio verso il basso e garantendo il prosieguo di una stagione autunnale nella norma.
Autore : Lorenzo Catania