La brezza di mare e di terra
Qual è il meccanismo che porta alla loro formazione e dove si verificano.
Soprattutto fra maggio e settembre, si sente parlare spesso delle brezze e del loro effetto mitigatore sul clima dei litorali in genere. Ma cosa sono le brezze, e perché si formano? Nella stagione estiva il sole riscalda notevolmente la terraferma, soprattutto nelle ore centrali della giornata; l’aumento di temperatura del terreno e dell’aria provoca una fastidiosa sensazione di caldo opprimente.
Il mare, però, ha una capacità termica molto grande rispetto a quella del terreno, e quindi tende a mantenere una certa temperatura molto più a lungo; l’acqua si mantiene fresca rispetto al terreno anche durante le giornate più calde.
A titolo di esempio se la temperatura della superficie marina nei nostri mari varia tra i 21°C e i 23°C; risulterà anche di 5-8°C più bassa se non di più, rispetto alla terraferma.
Questo divario di temperatura fa si che a livello di densità ci sia una notevole differenza fra le masse d’aria che sovrastano il suolo nelle 2 zone che abbiamo distinto; ciò si traduce in un minor peso dell’aria che si trova sulla terraferma (perché più calda) e quindi con una minore pressione atmosferica. In pratica sulla superficie marina la pressione è più elevata che nell’entroterra; si tratta comunque di divari leggeri e non rilevabili con un barometro usuale, ma bastano per far si che le correnti seguano le leggi delle grandi figure bariche come gli anticicloni e le depressioni.
Allora il vento, andando verso il centro della bassa pressione, tende a soffiare, leggero, dal mare verso l’entroterra; ecco che si genera la brezza di mare. Può capitare che , in alcune giornate particolarmente soleggiate e calde, la brezza si alzi all’improvviso e soffi con intensità decisamente moderata; l’effetto è comunque lo stesso, cioè: una diminuzione di temperatura di alcuni gradi sui litorali e sull’entroterra fino ad alcuni chilometri all’interno, e un leggero calo dell’umidità se precedentemente c’era afa opprimente.
Verso sera il sole si trova sull’orizzonte e il terreno comincia a raffreddarsi. I contrasti di temperatura vengono meno, diminuisce anche il divario di pressione fra mare ed entroterra e quindi la brezza cala , fino a spegnersi definitivamente un’ora circa dopo il tramonto. Ma non è finita qui; infatti, proprio grazie alla capacità termica del mare, la notte si può verificare l’effetto contrario; il terreno in prossimità delle spiagge può infatti arrivare a temperature di 15-16°C ed ecco che si ha nuovamente una differenza consistente di temperatura con la distesa di acqua.
Stavolta però il vento soffia in direzione contraria alla brezza di mare e normalmente risulta molto meno intenso ed efficace; anzi, talvolta va a “pescare” su terreni confinanti con conche interne, dove durante il giorno il solleone è stato implacabile e l’umidità si è accumulata in quantità. Ecco quindi che la sgradevole sensazione di afa notturna che spesso non ci fa dormire, viene ulteriormente accentuata.
Autore : Lorenzo Catania