00:00 22 Febbraio 2016

Meteo a 15 giorni; instabilità nord-atlantica INVERNALE nella prima decade di marzo?

Poco confortante (per chi ama il bel tempo) la linea di tendenza relativa al periodo compreso tra la fine di febbraio e la prima decade di marzo; ancora l'instabilità protagonista d'Europa. Le masse d'aria coinvolte potrebbero avere origini nord-atlantiche, portando sul nostro Paese un tempo più invernale che primaverile. Vediamo nel dettaglio.

Meteo a 15 giorni; instabilità nord-atlantica INVERNALE nella prima decade di marzo?

Pur nella complessità intrinseca esistente in una previsione a lungo termine, quest’oggi proviamo a tracciare una linea di tendenza approssimativa relativa al periodo compreso tra la fine di febbraio e la prima decade di marzo: secondo quelle che sono le medie Ensemble dei principali centri di calcolo (europeo ed americano), ci sono buone probabilità d’avere un prolungamento della attuale fase di instabilità anche nel primo mese di primavera meteorologica, marzo.

L’importante affondo perturbato prognosticato dai modelli nell’ultimo weekend di febbraio infatti, lascerebbe spalancato un corridoio d’aria moderatamente fredda di origine nord-atlantica che trasporterebbe con sè diverse perturbazioni. Nel lungo periodo questo corridoio tornerebbe ad essere sfruttato dalle masse d’aria di origine polare-marittima, mentre potrebbe diminuire il contributo artico esistente negli affondi perturbati di queste giornate.

Sarebbe in ogni caso degno di menzione l’andamento termico nel quale andrebbe ad inserirsi il periodo di tempo instabile che stiamo discutendo. Le temperature potrebbero infatti avere un comportamento più tipico della stagione invernale, pur essendo entrati "di diritto" nel periodo di competenza della primavera meteorologica convenzionalmente istituita al primo di marzo.

Non vogliamo tuttavia creare troppi allarmismi in tal senso, in virtù dell’origine delle masse d’aria sopra descritte, oceaniche ma NON continentali, sarebbero scongiurati picchi particolarmente "brutali" di freddo, riferendoci alle tanto temute gelate tardive. I valori più rigidi sarebbero concentrati sulle regioni settentrionali, con picchi di freddo che si farebbero sentire soprattutto in quota (Alpi ed Appennino): nulla però di particolarmente anomalo o eccezionale.

Le precipitazioni sarebbero distribuite in modo regolare e cadenzato, colpendo democraticamente anche i settori meridionali dello stivale.

Nelle linee generali si conferma quindi l’avvento di un periodo dinamico, ancora buone le occasioni di NEVE su Alpi ed Appennino, con possibili episodi a quota più bassa soprattutto sulle regioni del nord. La previsione necessita ovviamente di ulteriori conferme.

Seguite gli aggiornamenti.

Autore : William Demasi