00:00 7 Ottobre 2002

Clima desertico e monsonico

In Africa i deserti ricevono precipitazioni a prevalente carattere temporalesco e molto localizzate, il ciclo del Monsone regola invece il clima dell'India.

Clima desertico e monsonico

In Africa esistono due importanti deserti: quello del Sahara e quello del Kalahari, uno a nord dell’equatore e l’altro all’estremo sud. Su questi deserti piove estremamente poco. Spesso le eventuali precipitazioni temporalesche evaporano prima di raggiungere il suolo, dato che le gocce d’acqua si trovano ad attraversare strati d’aria calda e molto secca. Sono poche in questi deserti le possibilità di ottenere un po’ di umidità dall’aria, che di conseguenza è limpidissima, sempre che il vento non sollevi la sabbia. Molti osservatori astronomici sorgono proprio in corrispondenza di questi luoghi.

In India invece, proprio grazie al forte soleggiamento, durante l’estate viene richiamata aria umida dal più freddo Oceano indiano. Nasce così il vento monsonico estivo (dall’Arabo “mansin” stagione)che produce piogge ininterrotte per molte settimane e rifornisce di neve i ghiacciai della catena dell’Himalaia.
Queste masse d’aria però, una volta superate le montagne, perdono il loro contenuto di umidità, riscaldandosi.

Così è nato il deserto dei Gobi. Al sopraggiungere dell’autunno le cose cambiano; le terre del Continente asiatico si raffreddano ed inviano aria più secca su tutto il territorio: ecco la stagione asciutta.

La stagione secca dell’India coincide con quella delle piogge sul nord dell’Australia: la forte insolazione che raggiunge la città di Darwin in inverno e in primavera attira verso il Continente aria umida dall’Oceano Indiano. Notate dunque quante interazioni vi siano tra temperatura, insolazione e masse d’aria.
Autore : Redazione