00:00 30 Maggio 2008

LE PIENE: dove e quando

Analizziamo le connessioni tra eventi meteorologici e le piene.

Gli eventi alluvionali sono la conseguenza di precipitazioni abbondanti localizzate su determinati bacini idrografici. Le attività antropiche possono causare nei piccoli e medi bacini un aumento della frequenza delle piene.

L’urbanizzazione riduce la quantità d’acqua che penetra nel terreno facendo aumentare lo scorrimento superficiale. In questo modo una maggiore quantità d’acqua raggiunge l’alveo del fiume aumentandone notevolmente il colmo.

La difesa dalle inondazioni è approntata con la costruzione di argini in terra talvolta impermeabilizzati oppure con gettate di calcestruzzo. Le zone immediatamente prossime agli argini sono dette aree golenali.

Le modifiche degli argini possono comportarne una canalizzazione utile ad evitare piene pericolose. Ad esempio il canale Adige-Garda, in galleria tra Mori e Torbole, permette di scolmare le piene dell’Adige, salvaguardando la città di Verona. Per creare la galleria fu purtroppo prosciugato il famoso lago del Loppio che non si è mai più ricostituito.

Una piccola diga, costruita presso il Passo del Maloja, in Svizzera ma a pochi km dal confine italiano, serve a trattenere nel serbatoio le acque del torrente Orlegna, salvaguardando i paesi della Val Bondasca.

Anche a nord-ovest di Milano si è pensato ad un canale scolmatore per evitare pericolosi allagamenti nell’area cittadina. Infatti molti torrenti sono stati fatti convergere nel fiume Ticino e anche per l’Olona è stato costruito un canale deviatore.

Si chiamano casse di espansione quelle aree costruite sulla piana di inondazione atte a far “sfogare” temporaneamente le acque di piena. Esempi si ritrovano nel modenese (fiume Secchia) ma anche nell’invaso di Montebello Vicentino costruito addirittura nel 28 in piena epoca fascista.

Resta comunque il rimboschimento il più importante provvedimento atto a modificare il volume del ruscellamento.
Autore : Dott. ssa Sofia Fabbri, Geologa