La “primavera” della merla
La statistica ci dice che, almeno per il centro-nord dell'Italia, la fine di gennaio rappresenti un momento di stasi invernale, in attesa del la seconda trance stagionale attesa per febbraio.
Dovrebbero essere i giorni più freddi dell’anno. Pensate che il detto pare derivi dalle vicende storiche avvenute in tempi immemori, quando si attendeva proprio questo periodo dell’anno per attraversare il fiume Po che, solitamente era ghaicciato. Ebbene che si trasportasse da una spionda all’altra armi da guerra o gentili signore non è dato a sapersi, ma di sicuro in questo gennaio del 2013 la tradizione climaticamente non sarà rispettata.
Tra noi e la storia ci si mette infatti un bell’anticiclone, figlio di un respiro lontano che ce lo butterà addosso dall’Atlantico facendo lievitare le temperature sull’Italia diversi gradi al di sopra delle medie stagionali.
Realtà e aforismi popolari potrebbero invece andare d’accordo quest’anno considerando l’altra possibile origine della dicitura "giorni della merla". In questo secondo caso si racconta che una merla, memore dei rigori di gennaio negli anni passati, avesse fatto provvista per trascorrere il mese intero tutto entro il proprio nido.
Fatto sta che il giorno 28, credendo gennaio già finito, la merla uscì dal nido e prese a sbeffeggiare il mese di gennaio il quale, per vendicarsi, chiese in prestito a febbraio i suoi primi giorni per scatenare freddo, gelo e bufere di neve. Che dire, dopo la "primavera" dei giorni della merla, gennaio probabilmente quest’anno dovrà chiedere in prestito almeno una settimana al nuovo mese per far tornare l’inverno sull’Italia, ma forse stavolta ci riuscirà.
Autore : Luca Angelini