Ora l’inverno non può più scherzare…
Quando arriva gennaio l'appassionato scalpita, se l'inverno infila la strada dell'anticiclone si cade in...depressione (ma non barica).
L’inverno non è l’estate. L’inverno tradisce. Chi? Ma l’appassionato naturalmente. Si contano sulle dita di una mano le stagioni in cui il Generale ha dispensato freddo e neve per settimane di fila e oltretutto, per chi adora la neve, i fiocchi caduti o i giorni con ghiaccio o brina non sono mai abbastanza.
Dunque, quando arriva gennaio, ci si aspetta dalla stagione uno scossone, una svolta verso il freddo o verso quella nevicata che si attende da un anno intero. Spesso però, al posto dell’irruzione fredda, si scorge dalle carte l’anticiclone subtropicale, vero incubo dell’appassionato, che azzera tutti i sogni bianchi.
Solo chi vive nelle valli del nord e del centro può sperare nel regalo di qualche fiocco bianco sceso addirittura dalla nebbia, o in qualche scenario invernale da brina o galaverna, ma nulla di più.
Si continua a guardare ad est o a nord, nella speranza che qualcosa si muova, che l’anticiclone si tolga di mezzo, che arrivi il riscaldamento stratosferico che passi alla storia e ci riconsegni in casa un nuovo 85; intanto i giorni passano e il sole sale sempre più sulla linea dell’orizzonte.
Poco importa, tanto si sa che l’inverno nel Mediterraneo arriva proprio quando le giornate cominciano ad allungarsi, o almeno si spera, purchè non si allunghino troppo e non si debba attendere febbraio inoltrato. Pur di non perdersi l’appuntamento con la neve anche febbraio va più che bene, anche se, in assenza di una vera irruzione fredda con i controfiocchi, si sa benissimo che quella neve durerà molto meno che quella caduta in gennaio, quando ancora le giornate erano più corte e le notti sempre molto lunghe.
Sono in definitiva settimane di grande passione: è la neve tiene viva la meteorologia potremmo dire, perchè tutti gli altri fenomeni, pur apprezzati e seguiti, come ad esempio i temporali, non arrivano a riscuotere un simile gradimento.
Appurato che vi sarà almeno un episodio nevoso, l’appassionato si preparerà a viverlo con grande intensità, ricavando intorno a sè il proprio spazio, anche se ad una certa età, con il carico di responsabilità che si hanno quotidianamente, diventa difficile tornar bambini anche solo per poche ore; i "paletti" che impediscono di godersi lo spettacolo bianco diventano sempre di più. L’importante è che l’inverno almeno una volta bussi alla porta, per rendere l’arrivo della primavera meno doloroso.
Autore : Alessio Grosso