Orrori meteo sui quotidiani
Abbiamo dato un'occhiata allo spazio che viene dedicato al tempo sui principali quotidiani nazionali.
La meteorologia non si può amare se si sfogliano i quotidiani o si guardano i servizi dei telegiornali.
Sui giornali sembra quasi un obbligo da adempiere: testi incomprensibili, piogge che compaiono e spariscono, simbolini messi alla rinfusa, descrizioni contraddittorie, una cartina striminzita che non guarderà mai nessuno.
Ma chi ha scelto la mezza pagina, chi ha osato dare spazio alla meteorologia ha il dovere di fornire previsioni comprensibili e chiare a tutti i lettori, scritte con un linguaggio meno arido ed ermetico, meno tecnico e più vicino alla gente.
I clamorosi “orrori” meteo apparsi ieri sul noto “Il Giornale” e sul quotidiano cattolico “Avvenire” la dicono lunga sulla considerazione che la meteorologia ha nel nostro Paese.
Anche i bambini sanno che alta pressione equivale nella gran parte dei casi a tempo buono, al massimo nebbioso in pianura d’inverno, e che invece la bassa pressione indica tempo spesso perturbato con pioggia, temporali e magari la neve.
Ebbene, ieri le carte bariche apparse sui due quotidiani, evidentemente risalenti alla stessa fonte, mostravano un’anticiclone con il simbolino della bassa e un’ipotetico minimo sull’alto Adriatico rappresentato da una bella A; sarà un refuso abbiamo pensato, capita a tutti, anche a noi, ma in realtà lo sguardo cade su un altro centro di bassa pressione indicato con un’altra A.
A questo punto l’errore non è più ammissibile e diventa un orrore, come è possibile che nessuno se ne sia accorto? Semplice nessuno dei redattori ha la minima dimestichezza con le basse e le alte pressioni e i bambini che leggono una cosa del genere e chiedono al padre spiegazioni, si sentiranno rispondere: “certo figliolo, l’alta pressione porta sempre maltempo, come quando il nonno ha la pressione alta e si sente poco bene”.
No comment…
Autore : Alessio Grosso