00:00 18 Ottobre 2012

Lo Scirocco, il Libeccio e… lo scroscio improvviso

Venti che provengono da direzioni diverse possono scontrarsi lungo una particolare linea nota con il nome di "linea di convergenza". Il fenomeno, anche senza particolari implicazioni sinottiche, si verifica spesso a ridosso delle zone costiere.

Lo Scirocco, il Libeccio e… lo scroscio improvviso


Linea di convergenza costiera innocua sul medio Tirreno nella mattina del 22 ottobre 2010.

Non servono grandi movimenti di masse d’aria per produrre nubi e fenomeni. A volte bastano anche poche mosse ben assestate dei venti alle quote inferiori ed ecco svilupparsi una fila di cumuli, piuttosto che una linea temporalesca.

Ma perchè i venti al livello del mare possono venire allo scontro? Spesso ciò accade per motivi legati all’orografia e allo sviluppo delle linee di costa. Per questo motivo nascono alcuni soggetti a scala sub-sinottica o a mesoscala (10-100 km) soprattutto sui tratti di mare non lontani dalle coste.

Se vogliamo stringere ancor più il campo di osservazione, notiamo che tale fenomeno è piuttosto frequente lungo le coste tirreniche e liguri. In questo caso Scirocco e Libeccio possono venire a contatto speronandosi a vicenda. Nasce così una linea orizzontale dove si verifica un accumulo di massa d’aria.

Questo accumulo, per la legge fisica della continuità della massa, dovrà pur sfogarsi: non potendolo fare verso il basso per la presenza della supericie terrestre o del mare, lo fa verso l’alto. Ecco nascere così moti verticali lungo una linea che prende il nome di Linea di Convergenza Costiera.

Tromba marina al largo di Ospedaletti (Sanremo) il 19 dicembre 2009. Si noti che la struttura nasce dalla base di un semplice cumulo mediocre, frutto di una linea di convergenza costiera sul mar Ligure (foto di Manuela Consonni).

Ma in cosa consiste esattamente questa linea di convergenza? Può consistere in una semplice e innocua fila di cumuli, così come possiamo vedere nel caso del 22 ottobre 2010 sul medio Tirreno tramite l’immagine allegata, così come può degenerare in attive multicelle temporalesche di tipo lineare.

L’uno o l’altro caso dipenderanno dalla presenza o meno di forzanti sinottiche che rispettivamente esalteranno o inibiranno i moti ascendenti prodotti con il meccanismo descritto. Un ultimo particolare interessante. Dato il caratteristico taglio trasversale del vento, spesso accade che la frizione interna che si produce entro questa fila di cumuli, di per sè innocua, possa trasferire sul piano verticale la vorticità prodotta dalla convergenza.

La manovra in questo caso è sufficiente allo sviluppo di… udite udite… trombe marine. Ecco che la nostra linea di convergenza assume un aspetto ancor più interessante e meno innocuo. Insomma questa natura non finisce mai di stupirci.

Autore : Luca Angelini