00:00 10 Settembre 2012

Crolli e arsenali che riemergono, l’estate nera dei ghiacciai alpini

Torna alla luce in Trentino un arsenale della Prima Guerra Mondiale, mentre numerosi crolli hanno interessato le croci di vetta dell'Ortles e del Grossvenediger.

Crolli e arsenali che riemergono, l’estate nera dei ghiacciai alpini

 La Vedretta di Nardis del Gruppo della Presanella in Trentino nascondeva un intero arsenale. Gli armamenti risalgono alla Prima Guerra Mondiale e sono stati scoperti dal personale in servizio al Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di Tione di Trento. Si tratta di 200 granate del calibro 85/100 mm, da 7 e 10 chili l’una.

Il tutto è riemerso dal ghiaccio dopo l’abnorme fusione avvenuta nel corso dell’estate, in particolare delle ondate di caldo che si sono susseguite nel mese di agosto. Nelle parti inferiori dei ghiacciai altoatesini si sono sciolti mediamente circa 3 metri di ghiaccio. Nella zona superiore, dove normalmente uno strato di neve protegge la superficie, è andato perso circa 1 metro.

E proprio il disgelo forzato ha danneggiato il permafrost, ovvero la miscela di ghiaccio che normalmente tiene insieme le rocce alle quote più elevate delle vette alpine; si sono verificati di conseguenza rovinosi crolli. Segnaliamo in particolare quelli che hanno visto precipitare nel vuoto la croce di vetta posta sulla cima dell’Ortles, 3.905 metri, la sommità più elevata altoatesina, e quella analoga del Grossvenediger, 3.666 metri (vedi foto), posta nel Tirolo austriaco.

 I ghiacciai delle Alpi hanno già perso in media oltre 2 metri, valore analogo a quanto avvenne alla fine dell’estate del 2011. I dati definitivi si avranno però solo a settembre quando potrebbe emergere che alcuni apparati glaciali hanno senz’altro superato i record negativi del 2003.   

Autore : Luca Angelini