00:00 12 Luglio 2012

Clima: dai vulcani una mano per contenere il riscaldamento globale

Polveri vulcaniche sparate in stratosfera per creare un ombrello planetario in grado di contenere l'irraggiamento solare. L'eruzione del vulcano Nabro in Eritrea ha aperto nuovi orizzonti e nuovi spunti per importanti studi climatici.

Clima: dai vulcani una mano per contenere il riscaldamento globale

 La più famosa eruzione dei tempi nostri è stata quella del Pinatubo, isole Filippine, anno 1991. La precedente, pari livello se non anche superiore, quella del Krakatoa del 1883. Altri tempi, ma conseguenze identiche: la diminuzione delle temperature a livello planetario. Pensate che l’eruzione del Pinatubo annientò nei due anni successivi le conseguenze del Nino, che proiettavano invece il Pianeta verso una fase di riscaldamento. Ben 0,3°C in meno e in una manciata di mesi.

Ebbene, partendo da questo presupposto, alcuni ricercatori si sono chiesti che impatto possano avere gli aerosol emessi in atmosfera dai vulcani di piccole dimensioni, ma facciamo un passo indietro: se gli aerosol emessi dalle eruzioni vulcaniche rimangono negli stati bassi dell’atmosfera ricadono sulla superficie terrestre dopo poco ma se raggiungono invece la stratosfera possono permanere in sospensione per anni.

L’effetto finale è quello di diffondere la luce del Sole, abbassando quindi la quantità di raziazione in entrata e, di conseguenza, la temperatura dell’atmosfera. Ebbene un recente studio, pubblicato su Science, rivela che "Finora si pensava che solo le eruzioni più forti e turbolente potessero inviare gli aerosol nella stratosfera. Ora abbiamo scoperto che effetti atmosferici come i monsoni sono in grado di sollevare ad alte quote anche l’aerosol di vulcani piu’ piccoli".

Lo ha spiegato Adam Buorassa dell’Institute of Space and Atmospheric Studies, ricercatore a capo dello studio. "Quanto detto è accaduto nel 2011 con l’eruzione del vulcano Nabro in Eritrea: il vento ha portato le polveri e l’aerosol sul sentiero del monsone asiatico annuale. Questo ha condotto gli aerosol fino a17 km di quota, come è stato rilevato dal satellite Odin. 

Lo studio ci permette dunque di affinare la predisposizione dei modelli di simulazione climatica introducendo come variabile l’emissione di polveri da parte dei vulcani, il che ci permette di ottenere un valido strumento per la ricognizione dei cambiamenti climatici a seguito di questi cataclismi della crosta terrestre.

Autore : Luca Angelini