00:00 9 Maggio 2012

FEREGGIANO: una storia che si ripete

L'ultima alluvione risale al 4 novembre scorso, ma in passato altri eventi alluvionali hanno funestato questo posto.

FEREGGIANO: una storia che si ripete

Fereggiano. Un nome che da Novembre 2011 tutta l’Italia conosce. Quel terribile 4 Novembre che ha lasciato alle sue spalle morte e distruzione. Questa è l’ultima di una serie di alluvioni che hanno sconvolto i quartieri genovesi di Marassi e Quezzi. La situazione sinottica è sempre la stessa, le cause anche.

Ecco i tre eventi storici di cui si anno documentazioni.
 

L’evento del 29 ottobre 1945
Il 29 ottobre 1945 il versante destro e il basso bacino del Bisagno furono investiti da un’intensa precipitazione di circa 200 mm in quattro ore, che fecero immediato sèguito ad una settimana piovosa con circa 70 mm di pioggia caduti nei sei giorni precedenti. Ciò causò l’esondazione del torrente nel tratto a monte della copertura. La stampa locale fornì notizie sulla sommersione del ponte di Sant’Agata e di allagamenti in Piazza della Vittoria, Piazza Verdi, oltrechè in Corso Sardegna e Piazza Romagnosi. Vengono inoltre ricordate le esondazioni dei rii Fereggiano (Piazza Galileo Ferraris), Montesignano, Veilino, Geirato e Torbido, con il crollo di alcuni ponti sulla S.S. 45. La portata di piena fu stimata dall’ufficio idrografico del Genio Civile in circa 450 metri cubi al secondo; sempre in base alle segnalazioni riportate dalla stampa, l’esondazione fu principalmente causata dall’ingombro della copertura per via dei materiali di discarica precedentemente accumulati in alveo e non rimossi. Essa costò allora 5 morti e danni ingenti, oggi difficilmente valutabili.
 

L’evento dell’8 novembre 1951
Contemporaneamente al grave evento alluvionale che colpì i bacini del Polcevera e dell’Entella, anche sul bacino del Bisagno si registrarono intense
precipitazioni che causarono una piena non regolarmente smaltita dall’alveo del torrente anche se, in questo caso, non si hanno indizi certi del funzionamento in pressione della copertura. Le notizie di stampa si occuparono del rio Fereggiano, che esondò in Piazza Galileo Ferraris e del rio Geirato che produsse danni al ricostruito ponte della Strada Stalale n.45. L’osservazione delle altezze idrometriche in corrispondenza di Staglieno permise di valutare la portata massima al colmo di circa 600 metri al secondo. I danni accertati dal Comune di Genova in quell’occasione ammontarono a circa 700 milioni di lire dell’epoca per le sole opere. Fortunatamente non ci furono vittime.
 

L’evento del 19 settembre 1953
Il 19 settembre 1953 intense piogge si concetrarono sul versante destro del medio e  basso bacino del Bisagno, causando esondazioni negli abitati di Molassana, Ca’ de Riva, nella zona di Piazza Romagnosi e Piazza Galileo Ferraris (innondata probabilmente dal Fereggiano). La copertura andò in pressione e la conseguente esondazione interessò Borgo Incrociati e Corso Sardegna oltre a Via San Vincenzo, Via XX Settembre e Corso Torino. Oltrepassata la ferrovia, le acque esondate o rigurgitate dalle fognature allagarono la zona delimitata a ponente dalle Vie Fiume, XX Settembre, Granello, Diaz e Brigate Partigiane sino alla Foce e a levante da Via Archimede, Corso Buenos Aires, Piazza Savonarola, Via Pisacane e Via della Libertà sino alla Foce. L’Ufficio Idrografico del Genio Civile stimò il valore della portata di piena compreso tra 750 e 800 metri cubil al secondo.
Le acque di piena provocarono il crollo di numerose passerelle pedonali lungo l’asta principale e dei due ponti posti sul rio Geirato a Molassana e sul rio Torbido alla
Doria. Oltre ai danni alla viabilità cittadina, ingenti furono quelli subiti da negozi, magazzini ed autorimesse del centro urbano.

L’evento del 4 Novembre 2011

Il 4 Novembre 2011 un’ insidiosa linea temporalesca va a colpire il centro-levante di Genova. La causa è un temporale autorigererante a V( esso si forma nella convergenza tra i venti, in questo caso Scirocco e Tramontana e può interessare la stessa zona anche per molte ore) che tra le 9 del mattino e le due del pomeriggio scarica una massa d’acqua pazzesca. Accumuli superiori a 500mm a Quezzi, epicentro dell’alluvione e anche nelle altre zone gli accumuli fanno rabbrividire. Si batte il record italiano di maggior pioggia in un ora, 181mm a Vicomorasso tra le 12 e le 13. Dati non ufficiali parlano anche di 50mm in dieci minuti nella zona di Marassi. Esondano il Bisagno, il Fereggiano e lo Sturla. I morti sono 6, tutti in Via Fereggiano; i danni molti.

Ricapitolando: nel corso degli ultimi 70 anni sono stati 4 gli eventi alluvionali che hanno interessato la zona. Una delle cause è sicuramente la cementificazione del torrente che per buona parte del suo corso è coperto e dove è scoperto è incastrato nel cemento.
 

Dopo l’alluvione del 4 novembre scorso c’è ancora molto da fare.

 

Questa grossa frana, presente nella parte bassa del Rio deve essere ancora messa in sicurezza.

E’ stata posta una barriera paramassi, ma la barriera non basta! Il rischio più alto è, in questo momento, una frana nella parte senza paramassi che si porterebbe dietro tutta la collina, con effetti nefasti in caso di piogge intense.

Si spera che la messa in sicurezza della zona sia ultimata prima del prossimo autunno, per scongiurare ulteriori tragedie.

Autore : Roberto Regosa