Clima: la barriera corallina non ha paura del global warming
Una recente ricerca ha dimostrato la capacità dei coralli di adattarsi in risposta ai cambiamenti climatici facendo affidamento sulla proliferazione di alcuni tipi di alghe capaci di vivere in simbiosi con l'impianto corallino stesso.
Global warming? Non fa più paura, neanche alle barriere coralline. Il delicatissimo ecosistema planetario dimostra ancora una volta di sapersi adattare alle fluttuazioni del clima, anche con meccanismi finora sconosciuti. Una interessante ricerca condotta dalla Rosenstiel School of Marine & Atmospheric Science dell’Università di Miami e pubblicata sulla versione on line di Proceedings of the Royal Society, ha dimostrato che molte specie di corallo sono in grado di adattarsi al riscaldamento delle acque facendo affidamento sui loro partner acquatici più prossimi, le alghe.
Attraverso una tecnica genetica ad alta sensibilità, Rachel Silverstein ha analizzato il Dna di 39 specie di corallo raccolte negli ultimi 15 anni nel bacino pacifico-indiano e nei Caraibi. Lo studio ha dimostrato che almeno una colonia delle 39 analizzate ha ospitato almeno due varietà di zooxanthellae, un’alga unicellulare simbiotica che vive nel corallo e lo rifornisce di energia, capace di resistere a temperature più alte.
Questa ricerca dimostra che molte specie di corallo, più di quante si credesse, sono in grado di ospitare simbionti, ovvero organismi in grado di vivere in simbiosi con altri di specie diversa. Il fatto che i coralli possano accogliere simbionti per sopravvivere a temperature più calde suggerisce che tutto l’ecosistema in questione possiede un potenziale attribuito per adattarsi ai cambiamenti climatici, fatto finora pressochè ignorato.
Autore : Luca Angelini