Perchè è tornato il freddo?
Dopo i 27 gradi registrati in val Padana, la notte su martedì si è scesi nuovamente sotto lo zero in alcuni settori dell'Emilia. La stagione sembra ora fare retromarcia, ecco i motivi e le prospettive.
Sembrava spalancarsi una larga porta che ci avrebbe portati drittti dritti nel cuore dell’estate, direttamente senza passare dalla primavera. E invece no: stop, resistenza. Non c’è legge di compensazione che tenga ma solo un fluire cadenzato di onde atmosferiche che ci mostrano prima il loro versante caldo, quello anticiclonico, poi la loro pancia fredda, quella depressionaria.
Chi segue e conosce bene la meteo di certo non si stupirà se dalle maniche corte si è passati nuovamente alle giacche a vento. Quanti di voi si sono accorti che, quasi tutti gli anni, lo spegnimento dei riscaldamenti centralizzati, fatti magare girare inutilmente a marzo con temperature mitissime, coincide con il ritorno del freddo e della pioggia?
La risposta a tutte queste domande a livello climatico e meteorologico sta riassunto nell’osservazione attenta dell’immagine satellitare allegata e riferita alle ore centrali di ieri, martedì 10 aprile: sull’Europa orientale possiamo notare cieli sgombri da nuvole per migliaia di chilometri oppure, ancora più ad est, suoli umidi ricoperti da vaste distese nebbiose. Qui domina un vasto e potente anticiclone, quello che ci ha sovrastati per quasi tutto il mese di marzo e che ora ha rotto le fila.
Passiamo ora ad ovest del continente e sull’Atlantico: guardate che impressionante, vasta e profonda circolazione depressionaria colma di aria polare si protende minacciosa fin verso il Mediterraneo.
Ad est aria mite che sale verso nord, ad ovest aria fredda che scende verso sud. Non c’è nulla di strano, dato che questo è il metodo che la natura mette in atto per riequilibrare le differenze di temperatura tra equatore e poli. L’aria calda sale e va a riscaldare le regioni polari ma nel frattempo l’aria fredda viene spinta via e si mette in moto per andare a raffreddare le zone surriscaldate della basse latitudini.
Noi delle zone temperate ci troviamo nel bel mezzo tra questi due ciclopi del cielo, oggi fa freddo, domani farà caldo. Insomma è il bello delle nostre latitudini, dove la variabilità climatica è fonte di benessere e di rigoglio naturale. E la primavera è l’espressione più alta ed evidente di questo scambio di favori tra le varie latitudini della Terra, dove nulla è lasciato al caso, neanche un fiocco di neve che non si fa vedere a gennaio per caderci poi davanti al naso nel bel mezzo di aprile.
Autore : Luca Angelini