00:00 11 Gennaio 2012

Artico, ancora un piccolo sforzo…

Il vortice polare molto compatto ha premesso un'ulteriore limata del deficit cronico della banchisa polare. Intanto l'Antartide torna a correre.

Artico, ancora un piccolo sforzo…

 Non tutti i mali vengono per nuocere. Se alcune regioni d’Italia stanno vivendo questa stagione come un incubo (ricordiamo che le località sciistiche del basso Piemonte ad esempio sono sull’orlo della calamità naturale), altre parti del nostro pianeta stanno invece tirando un sospiro di sollievo.

Entrambe le situazioni sono dovute, ironia della sorte, al rovescio della stessa medaglia, quella del vortice polare. Un trottolone compatto che ha fatto incetta di grande gelo oltre la fatidica linea del Circolo Polare, lasciando in proporzione alle medie latitudini le briciole o poco più. La devastata banchisa che galleggia sull’oceano Artico sta traendo ora benefici da questo pattern che spinge ormai da settimane.

La banchisa sta rosicchiando ancora chilometri quadrati alla cronica anomalia riferita alla media degli ultimi 30 anni. Ora mancano "solo" 400 mila chilometri quadrati per arrivare al pareggio di bilancio. Quel "solo" è un eufemismo, dato che nonostante la perdurante situazione favorevole, la crescita della massa glaciale e lenta e indecisa. La nostra preoccupazione infatti va oltre, a quando tutto tornerà alla normalità e vedrà un ghiaccio giovane preda facile di estati calienti o di correnti oceaniche come piscine calde.

All’opposto come spesso accade invece la situazione dell’Antartico, dove l’estate australe ha visto un surplus di massa glaciale di oltre 600 mila chilometri quadrati rispetto alla media trentennale. Lo sbilancio di massa tra i due poli pare dovuta ad un aumento delle precipitazioni in sede antartica e non ad una particolare esuberanza del vortice polare antartico, notoriamente più stabile rispetto al gemello boreale. 

Autore : Luca Angelini