00:00 4 Gennaio 2012

Fantameteo: quel filo sottile che separa il trionfo dalla disfatta

L'analisi delle ultime carte in nostro possesso getta nuove ombre sull'iter invernale ma soprattutto mostra in tutta la sua delicatezza questa fase particolarmente difficile per la stagione ma anche per noi previsori.

Fantameteo: quel filo sottile che separa il trionfo dalla disfatta

 Ambasciator non porta pena, vero ma qui si rischia di inanellare una brutta figura e i nostri lettori non se lo meritano. Questo messaggio sconsolato ve lo dobbiamo dopo l’ennesimo dietro-front che ci prospettano le carature modellistiche da qui fino alla terza decade di gennaio. Un voltagabbana che noi siamo qui a tradurvi in termini comprensibili, puliti da tutta la mole di lavoro fisico-matematico che c’è dietro, e che per questo arriva sicuramente dritto al cuore.

L’interpretazione dell’attuale congiuntura sinottica a lungo termine ci dà una sola certezza: quella di accorciare la gittata delle nostre analisi, di limitarci a quei tre giorni canonici che la Fisica dell’Atmosfera ci può agevolmente consegnare. Ciononostante la nostra rubrica Fantameteo è fatta apposta per osare e per questo siamo qui a dirvi che il nostro inverno è appeso a un filo. Il filo che separa il grande anticiclone atlantico dalla profonda saccatura polare, il filo che separa il trionfo dalla disfatta.

Tecnicamente si tratta di ondulazioni di grande ampiezza, quindi quasi stazionarie e che rimangono in piedi grazie agli equilibri delle masse d’aria che vi entrano e vi escono. Lo schema è molto semplice: alta pressione ad ovest del Continente, sempre decisamente invadente, e asse di saccatura polare proiettato dal nord Europa verso la regione balcanica.

Ne deriva un’Europa mediterranea divisa in tre comparti: quello franco-iberico sotto la cupola di alta pressione con tanto di sole e temperature esageratemente miti per la stagione, quello italico, con alternanza di pulsazioni anticicloniche e di rasoiate fredde prevalentemente dirette verso Adriatico e sud, e quello balcanico, l’unico dove si vivranno giorni di autentico inverno, insieme al versante nord-alpino.

Di quali giorni stiamo parlando? Del periodo che va dal 12 al 18 gennaio. La comparazione tra i vari scenari probabilistici ufficiali ci dà come risultato finale un’Italia settentrionale prevalentemente interessata da aria asciutta e tempo soleggiato, un’Italia centrale divisa tra un Adriatico sotto il tiro di alterne sbuffate fredde e uno tirrenico che, analogamente al nord, avrà di che gioire (o lamentarsi a seconda dei punti di vista) per un bel sole limpido, seppur decisamente anomalo.

Vogliamo aspettare di vedere i prossimi aggiornamenti? E gli altri ancora? Vogliamo andare a comparare gli scenari probabilistici non ufficiali? Arriveremmo ad aprile senza aver cavato un ragno dal buco. E per allora l’inverno sarà sicuramente già finito. Qui subentra allora la saggezza dell’esperienza che ci suggerisce: l’inverno è appena cominciato e ancora lungo davanti a noi. Non diamolo per spacciato.

 

Autore : Luca Angelini