La passione per la neve… e non solo
Spesso giungono in redazione articoli amarcord di particolare valore emotivo. Sono ricordi del passato che legano particolari personaggi del mondo delle meteorologia a eventi indimenticabili della nostra età più giovane. L'articolo che vi proponiamo è stato inviato da un nostro lettore nonchè utente del nostro forum di discussione con lo pseudonimo di "Geloneve".
Sono ormai passati più di 15 anni quando Guido Caroselli (lo chiamavo Barbablu) dalla sua trasmissione "Che tempo che fa", annunciava l´arrivo del Burian sulle nostre regioni. Io avevo 14 anni, amavo già tantissimo la neve ma la meteorologia era ancora solo una piccola passione trasmessami da mio fratello e non ancora radicata dentro ogni mia vena. Dal canto mio non perdevo mai una puntata di quella trasmissione (non c´era Internet ed era l´unico modo per rimanere aggiornati).
Ricordo che presi carta e penna e mi scrissi tutto ciò che Caroselli disse. Ero al settimo cielo, un urlo di gioia si alzò quando Guido finì le sue previsioni e mi venne subito il fiatone per l´impaziente attesa che avevo per il previsto evento di Burian. Diedi a mio fratello quel fogliettino, trasmettendo anche a lui il mio incontenibile entusiasmo. E l’evento arrivò: la sera di quel Natale 1996 pioveva e io fuggii dal cenone per buttarmi sotto la pioggia, sferzata già da un freddo vento da NNE, per godere appieno di questo contatto selvaggio con la natura .
Da quell´anno, la meteorologia mi ha preso con l´anima e col cuore e me ne sono innamorato. La ritengo l´espressione più violenta, dolce, stupenda, emozionante della Natura. Un rosso tramonto solcato dalle nuvole, una malinconica e poetica nebbia, la violenza sconvolgente di un temporale, una pioggia battente che profuma l´aria con il suo odore di terra bagnata e la magia senza parole della neve…cosa volete di più? La meteorologia ti fa vivere appieno la vita, ti fa scoprire la grandiosità della Natura, ti fa capire quanto l´uomo sia piccolo di fronte a ciò che la meteorologia ti offre.
La complessità e l´imprevedibilità che ha tale scienza è un qualcosa di unico, che ti fa arrabbiare, stupire, entusiasmare e sognare. E nel corso degli anni, grazie ad Internet, ti fa scoprire cose sempre più nuove, persone diverse, opinioni e microclimi che pensavi fossero impossibili. Ti fa scoprire come complicato ed intraducibile sia il clima, ti fa nascere emozioni fortissime quando vedi alcuni modelli disegnare evoluzioni artiche o ti fanno soffrire quando poi, gli stessi modelli, cancellano tutto.
Non è la meteorologia dei calcoli, ma quella delle emozioni, quella che ti fa buttare sotto ad un temporale tra un fulmine e l´altro o perdere in una bufera di neve per ore e ore , salvo poi tornare a casa fradicio ma consapevole di aver vissuto con tutto te stesso quella stupenda esperienza. Oppure perdersi in solitudine tra la nebbia ed ascoltare un silenzio irreale, vedere ombre ed oggetti persi in un muro di nebbia e fantasticare su strane storie oppure svegliarsi con la galaverna baciata dal sole ed accorgersi che tutto prende un colore rosa, dolce, tranquillo e magnifico.
La meteo va vissuta sentendo i fiocchi sul tuo viso o la pioggia che ti entra nelle scarpe, ma tu vai avanti perchè vuoi esserci, perchè vuoi raccontarla, anche solo con uno scatto, perchè vuoi dire "grazie" a questo spettacolo incredibile che ti offre ogni giorno, perchè solo chi l’ama sa fin dove possono arrivare le emozioni.
Autore : Fabio Casadei, riadattamento Luca Angelini