00:00 9 Novembre 2011

L’autunno sbatterà la porta in faccia all’inverno ancora per un po’

Per ora nessuna svolta stagionale in vista.

L’autunno sbatterà la porta in faccia all’inverno ancora per un po’

Ci saranno degli abbozzi, dei tentativi da est ma il progetto, inseguito da giorni da modelli e previsori, di far sbarcare con un certo anticipo l’inverno in casa Italia, sta andando incontro ad un fallimento ormai quasi certo. Troppo massiccia la radice africana dell’anticiclone, favorita oltretutto dalla spinta da ovest di una depressione in discesa verso la Penisola Iberica, troppo debole di conseguenza la corrente fredda orientale di ritorno.

Man mano, proprio quelle correnti si faranno largo verso levante, proponendo un nuovo richiamo mite ed umido sciroccale per la nostra Penisola. Infatti dal 16-17 ci sarà un tentativo piovoso, simile nella dinamica a quello appena vissuto, ma con la differenza che questa volta l’alta pressione dovrebbe confinarlo a ridosso della Sardegna.

Il secondo tentativo dovrebbe andare invece in porto intorno al 20-22, quando una saccatura ben più possente, potrebbe farsi largo verso il Mediterraneo centrale dal nord-ovest del Continente ed imprimere un’accelerazione al cambiamento di stagione, trasportando verso di noi le prime vere correnti fredde, pur parzialmente schermate dalle Alpi.

Manca al momento però dalle carte, se non in corse del modello molto isolate, la vera svolta, quella che ti fa dire: indietro non si torna. L’impressione però è che l’isolamento della Russia dalle miti correnti atlantiche, possa produrre in tempi anche relativamente brevi, un accumulo di freddo notevole su quel settore del Continente, freddo che poi potrebbe rientrare in gioco alla prima occasione, quando una depressione finirà per isolarsi in sede mediterranea.

Insomma è presto per dire: fino a dicembre nessun ondata di freddo, ma è altrettanto presto per affermare che il primo vero freddo sia dietro l’angolo. Per il momento l’autunno insomma continuerà a sbattere la porta in faccia al Generale, almeno quella di casa nostra.

Autore : Alessio Grosso