10:14 18 Marzo 2025

Anticiclone in crisi: l’Italia in balia di sbalzi termici e maltempo

Da tempo non si osservava una difficoltà così palese dell'anticiclone nel controllare la situazione nel Mediterraneo. Ignote le cause, prevedibili invece le conseguenze.

Il tempo sul Mediterraneo sembra improvvisamente impazzito, non più regolato dalla cronica staticità dell’anticiclone, che al massimo si concedeva un paio di pause al mese. Ora sembra l’ombra di se stesso, consegnando il Mediterraneo senza opporre troppa resistenza, all’iniziativa delle saccature atlantiche.
Di conseguenza, già dalla scorsa primavera, il tempo è risultato spesso perturbato con situazioni addirittura alluvionali e sbalzi termici, anche se il freddo vero in inverno non è mai arrivato, ma certamente ci ha più volte sfiorato.

Gli sbalzi termici che stiamo vivendo e che ancora vivremo, sono proprio la testimonianza di questa difficoltà dell’anticiclone ad estendere la sua coperta stabile su tutta la Penisola, alla quale eravamo ormai abituati da un pezzo. Lasciate stare se adesso arriverà una temporanea rimonta di un cuneo anticiclonico africano a regalare temperature quasi estive al sud, perché non sarà una sua iniziativa, bensì una forzatura dettata dall’avvicinamento di una vasta figura depressionaria, che poi colpirà quasi tutto il Paese da sabato 22 in poi.

Insomma c’è poco da stare allegri per chi aspettava una primavera placida e scossa unicamente da qualche modesto temporale, qui si rischia ancora di sperimentare piogge abbondanti, anzi fin troppo abbondanti, senza contare che siamo solo a marzo e i mesi più piovosi della primavera sono aprile e anche maggio al nord.
La prima carta ci dice già tutto, va a riprendere una previsione di qualche giorno fa che segnalava la possibilità che un ciclone colpisse in pieno il nostro Paese nella terza decade di marzo, cosa che il modello GFS ha rispolverato proprio per il giorno 24:

La seconda mappa prevista per sabato 22 è quella più realistica e riassume tutto quanto descritto sino ad ora, gli anticicloni non ci proteggono, la depressione atlantica sfonda, respinge al mittente la risalita di aria calda dal nord Africa e determina precipitazioni copiose su mezza Italia:

Questi sbuffi caldi non sono dunque l’estate che avanza, ma la testimonianza che da ovest irrompono depressioni cariche di pioggia e, per un sistema di vasi comunicanti, dell’aria calda si mette temporaneamente in moto verso Sicilia e meridione ma solo di rimbalzo, senza l’ardire di venire a dominare la scena, qui le temperature previste a 1500m, notate la mitezza a nord delle Alpi indotta dalla ricaduta favonica dei venti in arrivo da sud:

Rispetto ad una simile congiuntura barica saranno le precipitazioni però a fare notizia, guardate la sommatoria dei fenomeni previsti dal modello ECMWF sino ai primi giorni di aprile:

Fenomenologia importante su Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia, ma anche Toscana, Lazio e Campania, scarsa invece su medio e basso Adriatico. Vediamo cosa ne pensa il modello GFS per lo stesso intervallo temporale:

Distribuzione molto simili delle precipitazioni, ma qui viene dato maggiore risalto agli accumuli sul Lazio e l’alta Toscana, mentre continuerebbe la siccità in Puglia. Del resto è impossibile che, con la nostra orografia, possa piovere ovunque con qualunque configurazione barica, ma resta il fatto che l’anticiclone sembrerà davvero l’ombra di se stesso.