17:48 28 Gennaio 2025

L’esperto meteo: “l’inverno potrebbe tornare a ruggire presto”

Intervista al nostro storico esperto di MeteoLive.it sul tempo bizzarro di questo gennaio e sulle prospettive per febbraio. L'inverno potrà ancora recitare un ruolo di primo piano? Febbraio, mese di transizione tra inverno e primavera, potrebbe riservare sorprese dal punto di vista meteorologico. Dopo un periodo di clima mite, si intravede la possibilità di un'ondata di freddo proveniente dall'Est europeo. Questa evoluzione, se confermata, potrebbe riportare l'inverno protagonista, con temperature in calo e possibili nevicate. Analizziamo insieme le probabilità e gli scenari futuri, per capire se il freddo è davvero pronto a fare il suo ritorno.

-L’inverno riuscirà ad imporsi in Europa nel corso del mese di febbraio?
GROSSO: quasi tutte le ondate di freddo più importanti della storia italiana più recente si sono concretizzate durante il mese di febbraio, dal ’29 al ’56 sino al ’91, solo l’85 ha visto il grande freddo arrivare a gennaio. Dunque ci sono concrete speranze, anche su base statistica che, sebbene i nostri inverni siano diventati perlopiù miti, possa verificarsi qualche ondata di freddo in arrivo dall’est europeo durante il mese di febbraio.

-E ci sono i presupposti affinché questo avvenga?
GROSSO: la fisiologica attenuazione della spinta delle correnti occidentali legate alla corrente a getto, fiume d’aria che corre in alta quota legato all’attività del vortice polare, si riscontra generalmente tra la prima e la seconda decade di febbraio, anche se non è sempre automatico e qualche volta non si è proprio riscontrato. Tuttavia, osservando le mappe, si può pensare che questo possa avvenire già da lunedì 3 febbraio.

-Cosa potrebbe determinare questa evoluzione fredda?
GROSSO: la presenza di una depressione sul meridione d’Italia (ormai quasi certa), in grado di catturare una massa d’aria decisamente di estrazione artica continentale e poi polare continentale, la più fredda che possa raggiungere l’Italia, perché proveniente da est, dove non siamo protetti.

-Ma arriverebbe una massa d’aria così fredda?
GROSSO: non granché in verità, perché in questi ultimi giorni la mitezza ha invaso il Continente da ovest, portando valori pienamente primaverili, praticamente da mese di aprile; quindi il freddo farà fatica a riprendersi i suoi spazi e la massa d’aria in arrivo sarà fredda ma non gelida.

-A proposito della mitezza riscontrata, anche questo evento è ascrivibile al riscaldamento globale? Abbiamo udito addirittura tuoni in Valpadana.
GROSSO: il fatto che si siano verificati temporali in Valpadana nel cuore dell’inverno non è un fatto nuovo, tuonava anche negli anni ’70 mangiandosi via in una notte manti nevosi anche cospicui con la collaborazione dello Scirocco, dunque non si tratta di un evento eccezionale. Deve però farci riflettere su quanto stia cambiando il clima invernale in Europa, ma l’addolcimento invernale si trascina ormai da molti anni, se si eccettua una fase più fredda tra il 2009 e il 2013. Ci stupiamo per il caldo ma pochi network si sono occupati della straordinaria nevicata che ha colpito qualche giorno il Golfo del Messico, persino New Orleans, come non avveniva dal 1948. La verità è che ogni episodio caldo è enfatizzato (e sono effettivamente molti) mentre quelli freddi spesso passano in secondo piano. La motivazione la conoscete da soli e non ci torno.

-Torniamo al freddo previsto, è possibile che i modelli intuiscano solo all’ultimo la capacità della massa d’aria fredda di frenare le correnti miti atlantiche e che l’invernata possa risultare ben più massiccia di quanto non si possa ritenere ora?
GROSSO: certamente, qualche anno fa si è verificata proprio una situazione del genere. Ci trovavamo ad un passo dal gelo e uno dal disgelo, eppure i modelli scommettevano sulla mitezza, beh dovettero ricredersi perché poi il freddo sfondò e nevicò sino a Roma.

-Sono da mettere in preventivo altre piogge violente come quelle delle ultime ore in Liguria e Toscana?
GROSSO: per fortuna no, almeno per ora, così come non dovremo più disperarci per una quota neve troppo alta sulle Alpi. Ieri ad esempio è piovuto sino a 2200m su tutta la Valtellina e ancora stamane pioveva sino a 1800m sulle Dolomiti, per fortuna la Valle d’Aosta è stata graziata, ma questi sono scempi, anche peggiori degli anticicloni statici perché rovinano il lavoro di una stagione degli addetti agli impianti sciistici.