Allerta meteo: a breve si rischia una nuova ALLUVIONE, le ultimissime
Diverse regioni italiane rischiano che il maltempo possa degenerare. L'insistenza di una saccatura sulla verticale dello Stivale e la successiva formazione di una depressione, unitamente ad un mare ancora caldo, possono predisporre fenomeni estremamente abbondanti.
Dai 75 ai 250mm di pioggia da qui a domenica 20 su molte regioni italiane, bisogna tornare all’ottobre del 2000 per ritrovare una configurazione barica come quella che stiamo sperimentando da settembre.
Tornano alla mente le alluvioni di allora. Il punto è che non siamo ancora a novembre, il mese storicamente più piovoso dell’anno sull’Italia (almeno al nord e al centro).
Quest’anno l’alta pressione sta concedendo il passaggio di numerose perturbazioni, anziché proteggerci come al solito e le conseguenze su un mare ancora caldo saranno quelle che purtroppo sperimenteremo per alcuni giorni, probabilmente sino a domenica 20 su gran parte d’Italia, poi segnatamente sulle regioni meridionali nei giorni successivi.
Sino al 20 però le piogge saranno protagoniste soprattutto su alcuni settori del Paese, come si nota da questa mappa riassuntiva degli accumuli secondo il modello GFS:

A rischiare situazioni potenzialmente alluvionali ci sono alto Piemonte ed alta Lombardia, Torino e Milano comprese, ma anche la Toscana, parte del Lazio, della Sicilia orientale e della Calabria jonica. Sono mappe indicative ovviamente, non hanno la pretesa di essere precise al mm, ma tracciano un quadro certamente preoccupante.
Proviamo a fare uno zoom sulla Lombardia, con la sommatoria dei fenomeni prevista tra venerdì 18 e sabato 19, che i modelli prevedono bersagliata da precipitazioni estremamente abbondanti, oseremmo dire pericolose, utilizzando il modello ICON:

Tra Milano, Bergamo, Brescia, Como, Cremona e Lodi si prevedono in viola picchi anche di 250mm. Sarà vero? Poiché sono precipitazioni che non deriveranno da temporali, la nostra idea di esperti è che si tratti di accumuli un po’ esagerati, tuttavia restano allarmanti, poiché vengono previsti da numerosi modelli.
Seguite tutti gli aggiornamenti e gli approfondimenti sui giorni successivi, perché a quel punto gli accumuli più inquietanti riguarderebbero il sud Italia, come già segnalato stamane nel pezzo di cui consigliamo la lettura qui sotto.