Domenica violenta scodata temporalesca investe Tirreno, a Roma grandine come neve
Finimondo prima dell'alba sulla Capitale, soprattutto in alcuni quartieri. Quali sono le cause di tanta violenza?
Mentre l’alba plumbea non aveva ancora iniziato a rischiarare con le sue luci sinistre le strade della Capitale, qualcosa di grosso si stava sviluppando al largo sul Tirreno. La perturbazione giunta nella notte su domenica aveva già innaffiato a dovere Toscana, Umbria e Lazio ma il bello (si fa per dire) doveva ancora arrivare.
Per comprendere i motivi di quella violenza che da lì a poco si sarebbe scatenata occorre sviscerare l’atmosfera lungo la sue sfaccettature quadrimensionali. Partendo dalle alte quote occorre considerare il fattore principale d’innesco di tutto il sistema: lo strappo della corrente a getto in alta quota.
L’aria secca sopraggiunta in seno a questo lungo treno di vento in altitudine si è trovata a sorpassare ad un certo punto l’ultimo lembo di aria caldo-umida che scorreva nei bassi strati subito davanti al ramo freddo della perturbazione. La colonna d’aria si è così immediatamente instabilizzata e ha fatto saltare violentemente il tappo dell’inversione che intrappolava negli strati inferiori le masse d’aria più stabili e sature di umidità. Il punto di contatto è stato poco al largo delle coste tirreniche ma a questo si sono sommati altri due elementi.
Il primo è stato il rilascio di ulteriore instabilità dovuto all’impatto delle correnti umide di Libeccio contro le asperità delle coste tirreniche, il secondo è da ricercarsi nella vigorosa pressione dell’aria fredda che premeva da tergo e che ha dato una ulteriore spinta cinematica al sistema.
Insomma un cocktail esplosivo in piena regola. Molte zone tra Toscana e Lazio sono state battute da violenti e ripetuti temporali. Le temperature presenti nelle masse d’aria coinvolte hanno permesso alla neve tonda di raggiungere in molti casi anche il suolo. A Roma l’episodio più eclatante, con accumuli anche di 15 centimetri: qualcuno al risveglio ha pensato addirittura ad una abbondante nevicata.
Autore : Luca Angelini