Meteo sempre più calpestato…
Se ne parla di più ma se ne parla a sproposito.
Le condizioni del tempo interessano il giornalista unicamente se possono colpire il lettore o l’ascoltatore.
Difficilmente dunque sentiremo passare una notizia tranquillizzante che riguardi le condizioni atmosferiche. Ciò che conta è estremizzare, drammatizzare, angosciare.
Ecco allora che i giornalisti vanno a nozze con le notizie diffuse dagli ambientalisti che vedono da 50 anni il mondo sull’orlo del tracollo con profezie di calura estrema e desertificazione puntualmente smentite dai fatti.
E in più il tutto viene infarcito con numeri buttati lì a caso, tanto anno più o millennio meno cosa volete che cambi.
Si scopre allora dal servizio del TG sull’uragano Galveston che la città texana è stata già rasa al suolo da un uragano solo nel 1990, poco importa se era il 1900, cioè 90 anni prima, a meno che non si voglia leggere la notizia in modo più subdolo.
Come ha potuto un uragano sensa la forzante antropica distruggere Galveston nel 900? Non va bene, meglio aggiungerci novant’anni, così funziona meglio.
E veniamo all’estate: senza alcun distinguo e sempre buttando là numeri a casaccio la Cason sul Tg1 la definisce la più calda degli ultimi 200 anni nel servizio di sabato alle 13.30, per poi correggere la rotta nel Tg delle 20, forse imbeccata da qualche scienziato indignato, e parlare solo di una delle estati più calde degli ultimi anni. La memoria storica sul tempo è davvero cortissima: nessuno nemmeno ricorda più il 2003.
Sull’artico che fonde e l’Antartide con gli iceberg che vagano disperati abbandonati al loro destino di pezzi di ghiaccio in fusione nell’oceano ne abbiamo poi sentite di tutti i colori. Non vale più nemmeno la pena di replicare, personalmente ho perso anche la voglia di reagire; subiamo in silenzio sperando che la gente leggendoci maturi un senso critico sempre più forte e diffidi costantemente delle notizie riportate dai TG sul meteo.
Autore : Alessio Grosso