BASTA FOLLIE per i ghiacciai: lasciate che la natura faccia il suo corso!
Se i finanziamenti per la ricerca vanno in questa direzione meglio sospenderli.
Prima li hanno coperti, poi qualcuno ha pensato alla bizzarra idea di serpentine refrigeranti inserite nei cunicoli della roccia, ora arriva un professore tedesco con la trovata di catturare le brezze fredde serali che scendono a raffiche verso sera a valle quando le creste si raffreddanno ad intervalli di 10-15 minuti.
Poveri ghiacciai! Ma quando la finiremo di andare contro natura? Da quando eravamo bambini ci hanno insegnato che i ghiacciai sono una preziosa riserva d’acqua ma il professore ci diceva anche che qualora il clima avesse deciso di puntare verso una fase più calda, l’uomo per continuare a sfruttare l’acqua come risorsa avrebbe dovuto creare delle banche dell’acqua, le dighe, che saranno pur brutte a vedersi e talvolta pericolose, ma che indubbiamente costituiscono una ricchezza inestimabile.
Ora: la natura ha deciso che fino al 2030, 50, 2100 il clima andrà sempre più riscaldandosi, amen, prendiamone atto e smettiamolo di buttar via miliardi per tenere in vita “artificialmente” ghiacciai dall’elettroencefalogramma quasi piatto.
Certo, turisticamente il ghiacciaio attira, magari qualche glaciologo rimarrà disoccupato con la loro scomparsa (e lì forse non tutto il male viene per nuocere), ma perchè non investire questi soldi per emttere in sicurezza molti villaggi alpini, che vanno incontro sovente a frane, colate e smottamenti?
Perchè non occuparsi della manutenzione del corso dei fiumi, della tenuta dei pendii, della sicurezza delle strade che attraversano pendii ripidi soggetti a caduta massi e poi fare molti altri esempi.
Invece no: la comunità europea preferisce sovvenzionare questi personaggi che giocano con la loro passione preferita come farebbe un bambino che, per salvare la neve che si scioglie sotto il sole nel cortile di casa, ne carica un bel po’ sulla carriola e la mette nel freezer della mamma in cucina.
Commovente ciò che fa il bimbo, assurdo ripeterlo all’età del professore, e complimenti anche al team di 27 ricercatori che lo accompagnano nell’impresa sul ghiacciaio del Rodano. Il punto è che il deviatore del vento, dalla struttura architettonica orripilante, è stato già installato, per la gioia del Prof. Fuchs.
Per fortuna nell’ambiente scientifico si sono levate voci di critica, oltre ad un diffuso pessimismo sulla riuscita dell'”impresa”.
Mah…
Autore : Alessio Grosso