Temporale a orologeria, ecco come salta il tappo dell’atmosfera (seconda parte)
Mattine soleggiate sembrano preludere a una giornata splendida. Nel pomeriggio però dal nulla si materializzano imponenti nubi cumuliformi che spesso sfociano in violenti temporali. Come prevedere per tempo questi mostri del cielo?
Nella analisi e nella previsione dei temporali occorre conoscere, oltre a quanto già visto nella prima parte dell’articolo, la presenza o meno di una inversione termica al suolo o in quota. Più l’inversione mattutina è tenace, ossia più il CAP (valore numerico che quantifica l’energia che si oppone alla convezione) risulta elevato e più violento potrebbe rivelarsi lo scoperchiamento dell’atmosfera e dunque la genesi di una nube temporalesca. In questi casi una semplice piccola nube cumuliforme necessiterebbe anche di soli 15 minuti per svilupparsi in un imponente cumulonembo.
Il pericolo che ne consegue è assolutamente evidente. Naturalmente le montagne possono ulteriormente agevolare lo sfondamento del CAP in quanto le masse d’aria riscaldate dal sole vengono condotte forzatamente verso l’alto e raggiungono prima l’inversione riuscendo a forzarla più facilmente. Ecco perchè spesso i temporali si formano prima in montagna piuttosto che in pianura.
Fin qui abbiamo visto come il meteorologo può rendersi conto di una situazione potenzialmente “esplosiva” dell’atmosfera. Ma chi non possiede strumentazioni particolari o nozioni specifiche nel campo meteorologico come si deve comportare?
Regola numero uno: seguire attentamente i bollettini diramati dagli enti meteorologici ufficiali. Questi senza ombra di dubbio metteranno sempre in guardia, accennando alla possibilità di rovesci o temporali pomeridiani.
Regola numero due: non stancarsi mai di osservare il cielo. A un occhio allenato non sfuggiranno quei particolari fondamentali che possono condurre in anticipo ad una previsioe amatoriale ma senz’altro valida. Ad esempio la presenza al mattino di un tipo di nube denominata “altocumulo castellano”, ossia piccoli ciottoli bianchi verticali sparsi nel cielo azzurro, indica che l’aria in quota è fresca e dunque instabile ma che al momento una inversione impedisce il contatto con i bassi strati e quindi il rimescolamento necessario allo sviluppo del temporale.
Questo avverrà infatti solo nel pomeriggio quando con tutta probabiltà la forzante solare sfonderà lo strato di inversione. Anche il precoce sviluppo di nubi cumuliformi nel corso della mattinata deve allertare la nostra attenzione. In questo caso non sussistono inversioni, il CAP è nullo e la convezione è libera fin dal mattino. I temporali non tarderanno ad arrivare ma in questo caso abbiamo due vantaggi: 1) Siamo già consapevoli di come andrà evolvendosi il tempo nelle ore immediatamente successive. 2) I temporali saranno meno improvvisi ma soprattutto meno violenti.
Autore : Luca Angelini