10:41 28 Dicembre 2023

METEO: ecco l’evoluzione più probabile sino al 10 gennaio

Transiterà qualche perturbazione tra San Silvestro e l'Epifania ma resta l'idea di un trend autunnale, a meno che...

L’alta pressione si sta gradualmente indebolendo. In questo modo favorirà il transito da ovest di alcuni impulsi perturbati di origine atlantica, piuttosto modesti i primi due (tra il 31 dicembre e il 2 gennaio), un po’ più intenso probabilmente il terzo, previsto intorno all’Epifania, in un contesto piuttosto mite, con la neve relegata sulle Alpi, mediamente oltre i 1300m.

L’evoluzione successiva suggerisce addirittura un nuovo rafforzamento del campo di alta pressione con tempo buono, mite o al massimo nebbioso sulle pianure dal 7 al 10 gennaio.

L’attendibilità di questa linea previsionale non è però ancora altissima oltre il 3 gennaio, anche perché aspettiamo di capire quale risvolto potrà avere (in troposfera) l’imminente e certo riscaldamento atteso in questi giorni nell’area siberiana.

Intendiamoci: è sempre meno frequente che i riscaldamenti stratosferici influiscano sul tempo europeo, soprattutto nella direzione di neve e freddo, così come metabolizzata nell’immaginario collettivo, ma un effetto potrebbe comunque averlo, almeno “di rimbalzo”.

Cominciamo comunque dal primo passaggio piovoso, quello tra San Silvestro e Capodanno, vi mostriamo lo schema barico, ormai condiviso un po’ da tutti i modelli e le conseguenze precipitative secondo il modello europeo:

Notate il picco di pioggia tra Levante Ligure ed alta Toscana, il limite della neve si attesterà mediamente oltre i 1200-1300m. Passata la prima perturbazione, la seconda è appena abbozzata tra il 2 e il 3 gennaio, la vediamo qui, con conseguenze comunque piuttosto modeste, un po’ di pioggia passeggera, specie sul Tirreno:

Invece il guasto tra il 5 e il 6 gennaio, messo in evidenza da più modelli, potrebbe risultare più marcato, originando precipitazioni in parte anche abbondanti, mediamente nevose sulle Alpi oltre i 1300m, in Appennino solo oltre i 1500-1600m, qui di seguito il quadro barico e le conseguenze precipitative nella notte tra il 5 e il 6 gennaio 2024:

Sul più bello, quando la situazione parrebbe sbloccarsi, i modelli cosa fanno? Segnalano la rimonta di un promontorio anticiclonico di matrice africana dal 7 al 10 gennaio, lo vediamo qui sotto:

Il problema rimane sempre lo stesso: in inverno l’invadenza anticiclonica e la mancanza di veri scambi di calore tra le latitudini porta a questo trend autunnale, che sta svilendo la stagione fredda, riducendola ad un ruolo di mera comparsa. In ogni caso NON prendete alla lettera queste previsioni nel lungo termine; come detto sopra, ci sono eventi che potrebbero stravolgerla fin dal giorno 3, mentre prima l’attendibilità è ormai alta.