Brianza: ACQUA a volontà…
L'entusiasmante cronaca di due ore meteorologicamente "vivaci" nei cieli della Brianza.
Ancora prima di aprire gli occhi ho capito che ad Imbersago (LC) c’era nell’aria qualcosa di diverso.
Il mio letto, sotto un tetto di travi a vista ed un grosso lucernario, non era illuminato dalla solita luce di fine agosto, la stessa che mi ha svegliato le mattine precedenti.
Un colore rossastro copriva con una patina spettrale i muri a me familiari.
Sono le sei, mi alzo di scatto e come prima cosa, ancora barcollante, cerco il termometro. Poco meno di venti gradi, un cielo plumbeo e tuoni in arrivo. Che bello.
Torno a letto per riaddormentarmi coccolato dai rumori di un temporale che si avvicina e da una corrente d’aria che aumenta minuto dopo minuto. La sveglia suona inesorabilmente alle sette. Termometro, (+20.1) , doccia, colazione, termomentro (+19,9) camicia, pantaloni, cravatta…ed un ultimo sguardo alla temperatura prima di uscire di casa.
CROLLO. +16,1. Ci siamo persi quasi 4 gradi in un quarto d’ora. Esco di casa e i primi goccioloni pesanti e lenti iniziano a cadere. Il breve tratto di strada che separa Imbersago dalla stazione di Merate ha come sfondo il Resegone a Nord, le Grigne verso Nord Ovest e Montevecchia verso Ovest. Di solito.
Questa mattina invece è tutto confuso in un’unica macchia nera squarciata da lampi accecanti che sembrano sprofondare nel terreno. I goccioloni lasciano il posto ad una pioggia sempre più fitta ed a sferzanti raffiche di vento.
Da tempo non vedevo una simile intensità di acqua perdurare così a lungo. I tergicristalli della macchina si fermano rendendo invisibile tutto quello che succede fuori dall’abitacolo. La tentazione di rimanere all’interno dell’automobile è forte ma il pensiero di perdere il treno mi consente di trovare il coraggio necessario a schiudere la portiera e aprire l’ombrello. Nei brevissimi istanti necessari per passare dalla macchina alla stazione e dalla sala d’aspetto al treno io e tutti gli altri passeggeri corriamo come fantasmi verso i binari, facendoci strada in questa scrosciante massa d’acqua e rendendo praticamente inutile qualsiasi tipo di protezione.
E mentre il treno si lascia alle spalle la stazione, dirigendosi verso il chiarore inaspettato che si scorge sopra la città di Milano, guardando fuori dai finestrini si vede solo un muro d’acqua che rende quasi invisibili le case distanti meno di 50 metri da noi. Poi mi rigiro, guardando i miei compagni di viaggio lasciandomi scappare un sorriso soddisfatto.
Nonostante siamo tutti bagnati ed infreddoliti concordiamo che sia comunque bello vedere la natura che vive, una natura dinamica, che non è fatta solo di sole e caldo ma anche di fenomeni intensi senza essere estremi.
Saranno più di 100 i mm di pioggia a cadere su Merate e Imbersago questa mattina, quasi la metà di quelli caduti nel mese che sta oramai per finire e poco meno del 20% di tutte le precipitazioni di quest’anno.
Autore : Matteo Stefani