Battuto il RECORD di perforazione di fondali marini in Antartide!
Il carotaggio eseguito da diverse nazioni con la partecipazione di ricercatori italiani, ha raggiunto i mille metri al di sotto del fondale del mare di Ross.

E’ stato battuto il record della più profonda perforazione eseguita nei fondali nei mari dell’Antartide. Il risultato è stato raggiunto
nell’ambito del progetto Andrill (Antarctic Geological Drilling), nel quale l’Italia ha un ruolo importante e nel quale la perforazione
ha raggiunto i mille metri al di sotto del fondale del Mare di Ross, in una zona vicina alla base americana Scott, ovvero quasi 2000m sotto il livello del mare estraendo una singola carota costituita da sedimenti e rocce, della lunghezza complessiva di 1000m.
E’ la perforazione del fondale più profonda mai raggiunta in Antartide ed ha battuto il record di diverse decine di metri, raggiunto nel 2000 nel programma Ocean Drilling. L’operazione è stata eseguita da una squadra di 25 tecnici, ingegneri e logistici,
coordinati dal responsabile del progetto Andrill, Jim Cowie con l obiettivo di ottenere, dai materiali portati a luce dai fondali, nuove informazioni che permettano di definire l’età e la natura delle prime fasi di sviluppo della glaciazione continentale in Antartide e il ruolo che l’Antartide ha avuto sul clima del nostro Pianeta durante l’era Cenozoica.
Per il momento i campioni prelevati dai fondali antartici raccontano la storia di uno strato di ghiaccio dinamico, che è avanzato e si è ritirato oltre 50 volte negli ultimi cinque milioni di anni. Secondo l’altro responsabile del progetto, Tim Naish, della Victoria University di Wellington, l’impoverimento dei ghiacci che si è verificato in passato potrebbe essere avvenuto in epoche nelle quali la temperatura sul Pianeta era di parecchi gradi superiore di quanto non lo sia oggi e con sostanziali anomalie nella circolazione generale atmosferica e oceanica. Nel progetto Andrill sono coinvolti complessivamente 58 ricercatori di quattro Paesi (Italia, Germania, Nuova Zelanda e Stati Uniti).
Per la parte italiana è finanziato tramite il Programma nazionale di ricerche in Antartide (PNRA) promosso dal ministero per l’Università e la Ricerca e finanziato dal consorzio per l’attuazione del PNRA del quale fanno parte ENEA, CNR, INGV e OGS.
Autore : Luca Savorani
