00:00 7 Settembre 2006

La meteorologia valorizzata dalla letteratura

Il grande ruolo della letteratura nella comprensione dei fenomeni atmosferici.

La meteorologia valorizzata dalla letteratura

Tra i grandi appassionati di meteorologia ci sono gli scrittori. Da sempre essi rivestono un ruolo fondamentale nella diffusione di questa scienza perchè in sè hanno ricevuto un dono grande: quello di percepire il richiamo della natura e di saperlo trasmettere.

Chi ha letto Giulio Verne, Giacomo Leopardi, Karen Blixen, Emile Zola, Joseph Conrad, solo per citarne alcuni si sarà inevitabilmente e inconsapevolmente nutrito di nozioni di meteorologia pratica, rese appassionanti da una prosa spesso sublime, da passaggi indimenticabili, contrassegnati da un’acuta capacità osservativa e da una straordinaria sensibilità, dote non comune.

In un mondo come quello di oggi deve per stupire sembra sia necessario spingere le cose sino all’estremo, dove difficilmente si cattura ed interessa il pubblico se non con scandali e tragedie, è veramente confortante riavvicinarsi a questi scritti.

Negli ultimi anni fortunatamente la sensibilità e l’interesse verso i fenomeni atmosferici è cresciuta ma sempre con una mentalità sbagliata e distorta che vede la natura maltrattata dall’uomo che reagisce e impazzisce distribuendo catastrofi a destra e a manca.

L’interesse è cresciuto anche in funzione del proprio tempo libero, dove il sole è un alleato e la pioggia vista quasi sempre come un flagello. E’ questa la contraddizione più forte e stridente della nostra società: molto bravi a parole a professarci ambientalisti e rispettosi dell’ambiente ma nel contempo ci dimostriamo incapaci di accettarne le manifestazioni, irritati per un colpo di vento, un acquazzone improvviso, una mattinata fredda.

A questo contribuisce un potere più forte di qualsiasi credo o religione, più incisivo e determinante di qualsiasi sovrano, dittatore o Capo di Stato, quello dei media che infarcisono il nostro cervello di stereotipi.

La valorizzazione della letteratura meteorologica è pertanto un passo fondamentale per colmare l’abisso tra il mondo accademico e la popolazione. La meteorologia non è infatti scienza arida, ma ha un cuore pulsante e vibrante. L’esperienza del meteo-thriller mira a catturare giovani e meno giovani che oggi vivono troppo spesso ignorando il cielo e i suoi fenomeni.

L’esperimento ha avuto successo e prosegue: ne parlerò il 15 ottobre al Castello di Gorizia, vi aspetto.
Autore : Alessio Grosso