00:00 2 Febbraio 2001

CRONACA DI UNA NEVICATA ANNUNCIATA ….quasi disattesa e colti di sorpresa

IL RISVEGLIO BIANCO NELL'ALTO MACERATESE

CRONACA DI UNA NEVICATA ANNUNCIATA ….quasi disattesa e colti di sorpresa

Dopo due giorni di piogge torrenziali con frane e smottamenti vari, una relativa fase di calma dovuta all’allontanamento della depressione “Piovra” e al non ingresso ancora dell’aria fredda di origine scandinava, la temperatura si attestava su valori prossimi allo 0° ed il cielo restava grigio con qualche temporanea apertura.

Solo il 31 sera alle 23.00 circa cominciarono a scendere piccoli fiocchi bianchi, sparuti per la verità, ma sintomo di un episodio nevoso difficile da quantificare, ma come visto dalle previsioni di debole intensità causa il ritardo nella discesa fredda che non interagiva così con la depressione sopra citata.

La precipitazione iniziò ad infittirsi e solo la mattina dopo al risveglio, ascoltando i rumori ovattati all’esterno, con le macchine che slittavano leggermente, capii che qualcosa era rimasto dell’episodio notturno: due centimetri di neve e una temperatura di -1° garantivano che quel bel bianco panorama che si estendeva davanti a me non sarebbe poi stato tanto effimero da sparire in fretta: giù a fondovalle (400mt) la neve era solo una sottile velatura che lasciava trasparire il verde prematuro dei prati, in contrasto col lago che a causa del cielo ancora grigio si stagliava scuro contro il bianco del resto della zona.

Ma il cielo era ancora coperto, ed anche se sapevo che a detta delle carte il tempo non ci avrebbe regalato che deboli precipitazioni nevose, ero felice di vedere finalmente l’alto maceratese nella sua naturale veste invernale.

Ma un aumento repentino della temperatura e un ispessimento della coltre nuvolosa con il blocco della pressione che non aumentava più, mi fecero sorgere un dubbio: che la neve voglia farci una sorpresa?

Che ci sia aria più tiepida in quota a scorrere sopra il cuscinetto freddo pronta a scaricare un bel po’ di neve?

La risposta fu quasi fulminea quando dalle mie vedette, amici che si trovano più verso la costa, iniziarono ad arrivare telefonate che mi annunciavano forti nevicate nell’immediato circondario della capoluogo maceratese, con fiocchi fitti e grandi.
L’attesa si fece snervante per me, che ancora non vedevo che piccoli fiocchi sparsi scendere sonnacchiosi sparendo sulla neve già a terra.
Dovetti attendere tre ore dalla prima loro chiamata per vedere il cielo perdere i contorni e le montagne sparire dietro a quello che sarebbe stato un evento nevoso degno di nota.

La neve iniziò a cadere copiosa subito piccola e rotonda imbiancando tutto quello che aveva perso il colore iniziale, strade dove le auto avevano cancellato il manto precedente, auto ripulite dal movimento o dai proprietari, e poco dopo fiocchi grandi e fittissimi facevano crescere lo spessore fino a 10 cm in 15 minuti continuando a scendere copiosi: la nevicata si è trasformata presto in tormenta con raffiche di vento, ed il manto nevoso ha raggiunto a fine episodio durato circa tre ore i 25 cm.

E’ continuato a nevicare debolmente per tutto il giorno, e solo nella tarda nottata il cielo si è schiarito lasciando al gelo il compito di fissare tutta quel bianco mantello con una -4° .

Sappiamo già dalle carte che tutto questo finirà gradualmente e che l’Atlantico la farà da padrone per un po’, ma l’anticiclone russo potrebbe darci la speranza che questo episodio non sarà isolato, ma l’assaggio di un inverno che potrebbe protrarsi più a lungo del suo ciclo regalandoci nuove sorprese di ben più massiccia entità e durata.
Autore : Costantino Meghini