L’immagine satellitare
Qualche consiglio per l'osservazione diretta
L’immagine che vi offriamo è all’infrarosso e mostra chiaramente tutte le nubi elevate: cirrostrati, altostrati, sommità dei cumulonembi.
Più le nubi sono basse e più appaiono grige. Le nubi che presentano la stessa temperatura del suolo non sono visibili. Può dunque generarsi confusione, e un osservatore non esperto potrà pensare che le aree geografiche che appaiono in grigio siano sotto una fitta stratificazione nuvolosa. In realtà non é così, il cielo può essere sereno, ma la temperatura piuttosto bassa in cui si trova l’area geografica giustifica la colorazione grigia che si rileva dal satellite.
Perchè? Semplice: il satellite all’infrarosso registra la quantità di radiazioni termiche infrarosse emesse in ogni momento della giornata dai vari corpi a seconda della loro temperatura: quelli più caldi appaiono scuri, quelli più freddi, chiari.
Facile a questo punto intuire che sull’Africa la temperatura è decisamente più calda che nell’Europa orientale, dove prevalgono le tonalità grigie. La nuvolosità a scacchiera, tipica invece dell’aria fredda. è contrassegnata da tanti batuffoli bianchi ravvicinati di ridotto spessore ed indicano generalmente afflussi di aria fredda polare marittima composti prevalentemente da nubi a sviluppo verticale.
Nell’immagine di oggi si staglia nitidamente la perturbazione che sta interessando il nord con deboli piogge, mentre si notano altre nubi facenti capo ad una modesta depressione sulla Spagna che invierà verso di noi altri corpi nuvolosi sfrangiati.
Nell’immagine del visibile accade invece il contrario.
Le zone più chiare rappresentano le nubi con maggiore luminosità, che sono più spesse, mentre le nubi alte e sottili sono praticamente invisibili.
Nel campo del visibile viene misurata la quantità di luce solare riflessa dalla superficie terrestre e dall’atmosfera. La luminosità maggiore spetta in questo caso a neve, ghiaccio e deserti.
Autore : Alessio Grosso