RISCALDAMENTO GLOBALE? Ora è il SOLE il sospettato numero 1
Il nostro astro è in iperattività da oltre 70 anni come non accadeva dagli ultimi 8000 anni. Secondo gli astronomi, entro 30-40 anni dovrà necessariamente entrare in una fase di minor attività con conseguente calo delle temperature medie. Intanto la Scuola internazionale di spettroscopia molecolare di Erice ha concluso che non abbiamo abbastanza dati per stabilire quanto le attività umane incidano sul riscaldamento globale.

Anche uno studio sui gas che producono l’effetto serra, condotto dalla prestigiosa Scuola internazionale di spettroscopia molecolare della Fondazione Ettore Majorana di Erice, ha dimostrato che le attuali conoscenze non sono sufficienti per arrivare a conclusioni credibili sulla relazione gas serra – aumento medio delle temperature.
“Mentre e’ stato ampiamente accertato che esiste un aumento misurabile della temperatura media del pianeta – spiega Giuseppe Baldacchini, ricercatore dell’Enea di Frascati – non e’ ancora possibile allo stato attuale delle conoscenze attribuire tale aumento alle attività umane o a cambiamenti climatici naturali”.
Secondo lo studioso “è ancora impossibile sviluppare un modello generale dell’atmosfera terrestre che tenga conto di tutti i parametri coinvolti nel fenomeno”.
Durante lo studio, tuttavia, e’ stato sottolineato che per combattere il terrorismo internazionale sono stati messi a disposizione finanziamenti rilevanti, sottraendoli dalla ricerca a più lungo periodo riguardante lo studio atmosferico.
Gli esperti riuniti ad Erice si sono confrontati inoltre sugli ultimi sviluppi tecnologici in ottica, in particolare quelli relativi alla rivelazione ed identificazione di sostanze chimiche e biologiche che possono costituire una minaccia per la salute dell’uomo e l’ambiente terrestre.
FA PIU’ CALDO PER COLPA DEL SOLE?
Escluse in massima parte le influenze antropiche, il sole sale sul banco degli imputati e viene additato come uno dei colpevoli del riscaldamento della Terra.
Vento e macchie solari, la cui attività non era mai stata tanto intensa negli ultimi 8.000 anni, potrebbero aver immesso nell’atmosfera terrestre una quantità maggiore di radiazione e di calore più difficilmente smaltibili dai meccanismi di termoregolazione planetaria.
Sono le conclusioni, controcorrente rispetto alle attuali teorie sul riscaldamento globale, che vengono dal convegno internazionale sulla variabilità solare e il clima della Terra, tenutosi a Monteporzio Catone a cui hanno preso parte l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF)-Osservatorio di Roma, il dipartimento di Fisica dell’Università di Roma Tor Vergata e l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).
Oltre alle teorie tradizionali sul riscaldamento globale, gli esperti riuniti nel convegno hanno sollevato forti critiche anche nei confronti di un eventuale rinnovo del protocollo internazionale di Kyoto.
“L’analisi delle cause del riscaldamento globale della Terra e’ un tema che non e’ possibile affrontare senza ricorrere al metodo scientifico”, ha rilevato il direttore dell’Osservatorio di Roma, Roberto Buonanno.
Secondo l’esperto ”esistono forti correlazioni fra l’attività magnetica del Sole e l’aumento della temperatura della Terra, ed e’ possibile dimostrare che viviamo in un’epoca di massima attivita’ solare, la piu’ intensa registrata negli ultimi 8.000 anni”.
Sulla base delle registrazioni dell’attitivta’ solare registrate fin dal XVII secolo, si può dire, secondo Buonanno, che “mai e’ stata cosi’ anomala come lo e’ da circa 70 anni”.
“Sulla base degli studi sull’attività solare – ha proseguito Buonanno – sappiamo che il fenomeno di questa intensa variabilita’ solare e, con esso, quello del riscaldamento della Terra, finirà fra
30-40 anni perché un’attività così intensa non e’ mai durata complessivamente oltre un centinaio di anni. Di conseguenza – ha aggiunto – abbiamo davanti a noi un periodo di 30-50 anni per studiare il problema della produzione di energia senza combustibili fossili”.
Autore : Simone Maio
