“Soffieria” per le valanghe
Interessante studio sulle valanghe a Davos.
Per prevenire i rischi di valanghe, alcuni ricercatori studiano, servendosi di una soffieria, il modo in cui il vento trasporta la neve. Per la prima volta questa simulazione viene effettuata con neve fresca e non artificiale.
L’esperimento si svolge per mezzo della soffieria (apparecchio usato
anche nei laboratori chimici per insufflare aria compressa nelle
fiamme a gas) dell’Istituto federale per lo studio della neve e delle valanghe di Davos, ha comunicato oggi il Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica (FNS), che cofinanzia l’apparecchio.
“Il vento e’ l’architetto delle valanghe”, ha affermato il
capo del progetto Jean-Daniel Ruedi, citato nel comunicato –
“Sappiamo molte cose sulla neve e sul vento, ma non conosciamo esattamente come interagiscono tra loro”, ha spiegato un altro ricercatore.
L’esperenza ha lo scopo di rispondere a questa domanda, ha aggiunto.
La stazione grigionese non e’ l’unico luogo dove si e’ mostrato
interesse riguardo a questa problematica, ma secondo il FNS si tratta dell’unico sito dove gli scienziati utilizzano la neve fresca
naturale.
La soffieria, di lunghezza di 17 metri, aspira l’aria dall’esterno e la proietta sulla neve posta nell’apparecchio, dove sono istallati diversi ostacoli, come triangoli di legno che rappresentano boschetti e mattoncini di Lego che raffigurano detriti.
Rivelatori sono montati al di sopra della neve per calcolare la velocita’ del vento, mentre una barra luminosa registra i movimenti dei cristalli di neve.
La simulazione dura diverse ore e la temperatura puo’ raggiungere i – 20°.
L’esperimento permette di identificare i fattori che determinano
la velocita’ a partire dalla quale la neve e’ trasportata. ”Finora
abbiamo provato che la densita’ della coltre nevosa e la dimensione
del fiocco hanno un ruolo determinante”, ha precisato il FNS.
Autore : Redazione