00:00 5 Settembre 2006

“Per la prima volta qualcuno OSA scrivere una fiction sull’area vesuviana…”

Il commento del nostro lettore Alberto Capeccioni ad Apocalisse rossa.

“Per la prima volta qualcuno OSA scrivere una fiction sull’area vesuviana…”

In un paese di superstiziosi fa uno strano effetto leggere un libro in cui si parla esplicitamente di catastrofi che colpiscono il nostro territorio con immani distruzioni, morti e feriti.

Nel “filone catastrofico” americano abbiamo visto decine di volte New York distrutta (bombe atomiche, invasione degli alieni, gorilla, rettili, inondazioni, glaciazioni, meteoriti) ma è la prima volta (almeno per quanto ne so io) che qualcuno osa scrivere una “fiction” sull’area Napoletana. Proprio il pezzo sul Vesuvio è quello che mi è piaciuto di più, si vede il gran lavoro di documentazione che c’è dietro, giustamente Grosso lo mette al centro dei suoi trailer.

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensano i napoletani: Facciamo gli scongiuri o ci appassioniamo?
Per finire un brivido mi è corso lungo la schiena quando, dopo l’ incendio della sede di Meteolive, la Guardia di Finanza decide di seguire il filone dell’incendio auto-procurato (invece
che quello dei terroristi ambientali) su indicazione del ministro in
carica. Non so se era quello che Grosso voleva comunicare ma io ho pensato a quello che potrebbe succedere se l’azione della magistratura inquirente potesse essere in qualche modo condizionata dall’esecutivo.

Grosso rappresenta un tipo di scrittore italiano emergente: appassionato di fenomeni naturali, osservatore, documentato… per questo penso che il filone che ha inaugurato avrà molto spazio. Hai praterie intere davanti a te Alessio, procedi tranquillamente!
Autore : Alberto Capeccioni