Da Reykjavik un grido: “l’ARTICO si sta sciogliendo…”
Drammatiche rapporto di 300 scienziati sulla calotta artica: entro il 2070 scomparirà. Sarà davvero così?
Non si spegne l’allarme per il clima, sembra che tutto debba precipitare da un momento all’altro, quasi fossimo la generazione predestinata a vedere gli sconvolgimenti più incredibili nel lasso di tempo più breve della storia dell’Umanità.
L’ultimo allarme arriva dall’Islanda, dove al simposio internazionale sul cambiamento climatico nell’Artico, è stato presentato un rapporto sul riscaldamento delle zone polari.
Sono stati fatti “girare” cinque modelli climatici: tutti arrivano ad affermare che entro il 2100 tutta la calotta polare si sarà completamente sciolta, addirittura uno di questi modelli arriva alle medesime conclusioni con 30 anni di anticipo: nel 2070.
Dopo 4 anni di lavoro è stato prodotto un dossier di 44 pagine. L’affermazione che lascia più preoccupati è che la temperatura artica stia aumentando a ritmi due, tre volte più rapidi rispetto al valore medio di aumento che si registra nei restanti settori del pianeta.
Si starebbe sciogliendo il permafrost, un’erosione stimata nel 20% con ingenti masse d’acqua riversate nell’Oceano. I ghiacciai dell’Alaska stanno battendo ogni record di ritirata.
Il ghiaccio riflette la radiazione solare, venendo meno quest’azione i raggi solari riscalderanno in modo sempre più netto il suolo.
Questo non comporterà però un innalzamento della temperatura sulle città costiere che anzi subiranno un netto raffreddamento ma potrebbe elevare il livello del livello del mare che potre essere quantificato anche in due metri.
Dal rapporto emerge che gli orsi polari e le foche sono destinati a morire, senza contare l’esodo massiccio delle popolazioni Inuit. Le zanzare colonizzeranno la zona e un verme divorerà la vegetazione rimasta. La scomparsa del ghiaccio dovrebbe facilitare l’accesso alle riserve del petrolio.
Scenari catastrofici che devono farci riflettere senza strapparci i capelli però, giacchè più di qualcuno ha già messo in discussione il rapporto, almeno nei termini presentati.
Autore : Report di Alessio Grosso