Per colpa di una “gobba” anticiclonica, NIENTE NEVE sulle ALPI!
Un massimo di pressione franco-spagnolo potrebbe determinare una prolungata stasi anticiclonica.
Quando una configurazione barica tende a presentare i caratteri della staticità, specie in un periodo dell’anno in cui diventa di fondamentale importanza la cosiddetta alternanza, il tempo può rimanerne fortemente condizionato.
Nel caso in questione abbiamo le seguenti caratteristiche:
-un anticiclone ad ovest del Continente che pone i suoi massimi nella regione franco-spagnole e non consente la penetrazione delle correnti fredde in modo DIRETTO sul Mediterraneo centro-occidentale.
-la posizione di tale anticiclone rafforza ulteriormente la teoria di una crisi totale del tempo atlantico classico con le sue perturbazioni che si muovevano da ovest verso est.
-il vortice polare è già forte ma la sua azione, che pilota fronti in serie verso le basse latitudini sembra sbilanciata troppo verso est. Una situazione già vista diverse volte negli anni 90 che ha penalizzato non poco il settore turistico con quasi totale mancanza di neve sulle Alpi e sul versante tirrenico dell’Appennino.
Di conseguenza ci aspetta sino a data da destinarsi, sempre che le carte non cambino il seguente tipo di tempo:
al nord passaggi nuvolosi a tratti ma tempo in prevalenza asciutto se non lungo i crinali di confine, dove nevicherà un po’, ad intervalli inserimento del Favonio, reso ulteriormente mite dall’effetto di subsidenza indotto dalla presenza dell’anticiclone ad ovest della Penisola, con effetto PRIMAVERA sulle pianure lombarde e torinesi.
Al centro ad intervalli annuvolamenti, prima sul Tirreno con deboli piogge prefrontali causate da moderate correnti di Libeccio, e poi schiarite causate dalla Tramontana e al massimo solo qualche rovescio di neve sull’Appennino marchigiano ed abruzzese.
-Al sud tempo variabile, qui diventa più scarsa l’influenza dei rilievi per i fronti da nord-ovest, anche qui comunque annuvolamenti sul Tirreno prima del fronte, annuvolamenti sull’Adriatico all’inserimento dell’aria più fredda ma pochi fenomeni rilevanti.
Si andasse avanti così fino a Natale non ci sarebbe da stare allegri, speriamo di no, ma le “GOBBE” sono dure a morire!
Autore : Alessio Grosso