00:00 12 Luglio 2004

Cronache dal FRIULI e dal CANTON TICINO: il ritorno della neve

Neve di luglio in Friuli, pioggia battente nel corso della settimana sul Canton Ticino.

Cronache dal FRIULI e dal CANTON TICINO: il ritorno della neve

FRIULI
Domenica 11 luglio è stata caratterizzata soprattutto nella prima parte della giornata da cielo grigio, pioggia, brusco abbassamento delle temperature, bora a Trieste con raffiche fino ad 80 km/h e neve in montagna. I fiocchi sono infatti scese nelle Alpi Giulie fino a 1.300 metri. Ha imbiancato il rifugio Gilberti sopra Sella Nevea, rinfrescando il manto di Conca Prevala dove grazie all’apertura della funivia è ancora possibile praticare lo sci.
Ieri a Tarvisio (750m), dove sono caduti 37mm, la temperatura minima registrata durante le ore centrali è stata di 4,3°.
Freddo per la stagione anche in pianura: ad Udine alle ore 13 si sono registrati 12,3° (dati delle stazioni meteo dell’Arpa Fvg).

CANTON TICINO
Stabilità non è certo la parola più adatta per descrivere le condizioni meteo di questa settimana sulla nostra regione. Nella giornata di mercoledì, causa l’avvicinarsi di una perturbazione e la conseguente intensificazione delle correnti meridionali prefrontali, si è avuta una totale assenza di soleggiamento ed in serata il passaggio del fronte caldo ha dato il via ai primi fenomeni di instabilità, quali rovesci e qualche temporale locale che,
seguendo la corrente in quota da libeccio, si è mosso con direzione SW-NE, interessando comunque in maniera molto localizzata soprattutto le zone della pedemontana lombardo-veneta, quella solitamente soggetta più facilmente a tali fenomeni, come il Verbano Cusio Ossola e il Locarnese, dove sono caduti 150 mm di pioggia in sole 48 ore.
Tali fenomeni d’instabilità sono perdurati per tutta la giornata di giovedì, regalando anche in pianura rovesci sparsi di breve entità e durata. Come “scherzo” della corrente a getto, si sono creati tra Lombardia e Piemonte 3 “corridoi” perfettamente paralleli e affiancati, il primo ad W, tra Torino, Biella, Verbano e Locarno, caratterizzato da persistenti ed intense precipitazioni autorigeneranti accompagnate da grandine e vento, il secondo,
tra Alessandria, Novara, Varese, sottoceneri, fino al medio Lario, con nubi sterili e totale assenza di precipitazioni, ed un terzo, tutto ad E, tra sud Lombardia, Milano, Orobie e Valtellina, con fenomeni di instabilità estremamente brevi e localizzati. Stupefacente, e quindi degno di nota, riguardo al primo “corridoio”, il fatto che le precipitazioni della fascia “piemontese” siano persistite nell’intensità (colorazione rosso/viola del
radar di Meteosvizzera) e non si siano spostate geograficamente,
interessando per ca. 12 ore sempre le stesse zone su una vasta area di ca. 100-150km di lunghezza, su tutta la lunghezza, il Verbano e la sua sponda occidentale, tra Bellinzona e la parte settentrionale della provincia di Novara, senza tuttavia causare grossi danni. In serata poi, è arrivato il fronte freddo, che ha provocato una generale diffusione dell’instabilità a tutta la pedemontana lombardo piemontese, alle prealpi e alle Alpi, portando
ad una rapida espansione ed intensificazione delle celle temporalesche già presenti ed alla creazione di nuove: la linea temporalesca già presente nella zona del Verbano è andata espandendosi verso est e sud, coinvolgendo in pieno anche il Sottoceneri e la prov. di Varese sotto temporali di rara
violenza (soprattutto dal punto di vista precipitativo) che hanno portato dai 20 ai 50mm, intervallati per fortuna da pause asciutte. La rotazione dei venti dietro il fronte ha poi cominciato a “spingere” verso est la stessa linea temporalesca ormai di dimensioni enormi (visto che oramai andava ininterrottamente dal lago di Costanza fino a nord di Milano), interessando
per un’ultima volta, con acquazzoni monsonici accompagnati da grandine piccola e forti raffiche di vento, la prov. di Varese, il Ticino centro-meridionale, la prov. di Como, Lecco, Bergamo e parzialmente Sondrio, le cui stazioni hanno ricevuto dai 20 ai 50mm. Tra mercoledì sera e venerdì mattina accumuli tra 80-150mm nella zona del Verbano, 30-80mm il Ticino centromeridionale, 20-40 la pedemontana lombardo-veneta e 5-10 la pianura lombarda! Se dopo il passaggio del fronte freddo si è avuto un bel ricambio
d’aria alle basse quote, lo stesso non si può dire delle alte quote, dove, accanto comunque ad un più ampio soleggiamento, è persistita una certa instabilità che ha favorito una diffusa cumulogenesi sia venerdì che sabato che domenica e, a causa del passaggio di piccoli fronti in quota, si sono generati dei piccoli temporali, localmente comunque di una certa intensità, sul sopraceneri sabato sera, sul luganese domenica mattina e sulla pianura lombardo-veneta domenica sera/notte.

TEMPERATURE: settimana fresca, dove non si sono mai toccati i 30° di massima e dove si è sempre andati sotto i 20° per le minime, addirittura fresche le mattine di venerdì e domenica dove si è scesi anche sotto i 15°. Lo zero termico, ad inizio settimana sopra i 3000m, ha subito un brusco calo la notte tra giovedì e venerdì scendendo localmente fino a 2300m.
Autore : Steve Sosio e Gianluca di Udine