00:00 14 Aprile 2004

E’ primavera, ma la vegetazione è in netto ritardo in alcune zone d’Italia

Rispetto allo scorso anno si riscontra un ritardo notevole sulle fioriture e sull'apertura delle prime foglie degli alberi. Cerchiamo di capire come mai.

E’ primavera, ma la vegetazione è in netto ritardo in alcune zone d’Italia

Siamo arrivati alla metà del mese di aprile. Le giornate sono più lunghe ed il sole, quando è presente, scalda l’ambiente in modo sempre più pressante. Può fare ancora freddo, magari nelle prime ore del mattino, ma già al sorgere del sole l’atmosfera subito si “stempera” e ci conduce gradualmente ai relativi tepori del pomeriggio.

Le piante, sia quelle ad alto fusto che i semplici arbusti, escono lentamente dal torpore invernale e sfoggiano una grande varietà di fiori. Essi si mischiano con le prime foglioline sboccianti dalle gemme, determinando un contrasto di colori del tutto suggestivo.

Tuttavia, ad un’ attenta analisi, ci si accorge quest’anno che il processo di svernamento da parte dei vegetali risulta molto più lento rispetto a quello delle primavere precedenti. Molti alberi ad alto fusto presentano ancora le gemme completamente chiuse e tutti i cicli floreali delle piante da frutto sono ritardati di parecchi giorni.

Come mai sta capitando tutto ciò? Per una serie di fattori. In primo luogo pesano sicuramente le basse temperature che abbiamo avuto in questi ultimi giorni; i periodi con temperature superiori a 20° sono stati molto ridotti nel mese di aprile, soprattutto al centro e al nord; questo ha sicuramente influito sulla crescita degli abbozzi floreali e sullo sbocciamento delle foglie.

Tuttavia il fattore più importante è da ricercarsi nel cosidetto “fotoperiodo”, ovvero la quantità di luce che giornalmente colpisce la superficie terrestre. In inverno esso risulta molto limitato, mentre in primavera tende ad aumentare fino ad arrivare al massimo estivo.

Se analizziamo la percentuale di giornate soleggiate e stabili che abbiamo avuto nel mese di aprile, ci accorgiamo che la loro frequenza è stata molto bassa, a scapito di giorni con cielo nuvoloso, magari senza precipitazioni. Tutto ciò può avere influito sul fotoperiodo, diminuendo seppur di poco, la luce disponibile per le piante. Il tutto, di conseguenza, si è tradotto con un rallentamento della crescita dei germogli.

Altro fattore importante riguarda la piovosità. Sul settore nord-occidentale (Piemonte e Lombardia in primis) le precipitazioni sono risultate scarse in questi ultimi mesi. Questo ha determinato una sorta di stress da parte dei vegetali che si manifesta anch’esso con un certo “arretramento” del manto fogliare. Naturalmente questo discorso non può essere esteso a tutta l’Italia, in quando sia al centro che al sud le piogge sono state anche abbondanti.

Le condizioni ideali per lo “sbocciare” dei fiori e delle prime foglie sarebbero una serie di giorni con buona piovosità alternati a periodi soleggiati. Anche le temperature si dovrebbero mantenere su valori non troppo bassi e la percetuale di umidità relativa piuttosto alta.
Autore : Paolo Bonino