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Tre figure differenti ma a stretto contatto

L’anticiclone groenlandese, la depressione ad ovest del Portogallo e l’anticiclone subtropicale, come si stanno muovendo? E soprattutto in che modo determinano il tempo sull’Europa?

In primo piano - 14 Ottobre 2002, ore 10.59

Se andiamo a vedere le temperature che si stanno registrando nelle stazioni in Groenlandia, notiamo che, mentre su buona parte delle coste meridionali ed occidentali si va dai 5 agli 11°C, su tutto il resto dell’Isola si scende sotto lo zero, con punte di –15°C, come d’altra parte in questa stagione ci possiamo anche aspettare. La presenza del ghiaccio al suolo contribuisce all’abbassamento ulteriore della temperatura in alcune zone anche per “effetto albedo”, ma soprattutto il fatto che nella regione centrale dell’Isola non siano presenti venti di una certa intensità, fa sì che l’aria fredda rimanga schiacciata al suolo e la pressione aumenti notevolmente. Di fatto nella stagione autunnale riesce sempre a formarsi un anticiclone termico che prende approssimativamente la forma della Groenlandia stessa, e tende a respingere le perturbazioni che portano aria più mite da sud. Questo è proprio ciò che sta accadendo in questi giorni: infatti in zona la pressione comincia ad aumentare drasticamente, ed è previsto che entro 5 giorni si arrivino a misurare fino a 1050-1052 hPa, un valore veramente da capogiro. Ma come influisce questa figura sul tempo in Europa? Data la sua disposizione, con asse principale in direzione NNE-SSW, questo anticiclone approfondendosi, tende a spingere aria molto fredda dal Mar di Norvegia verso la Scozia e l’Atlantico orientale, permettendo così alla depressione d’Islanda di scendere di latitudine ed irrobustirsi, generando un esteso vortice nel bel mezzo dell’Oceano, che sforna piccoli ma intensi minimi depressionari sul bordo meridionale, in viaggio poi verso l’Europa occidentale. Nel nostro caso uno di questi minimi si trova attualmente in prossimità della Spagna, e nelle prossime ore investirà anche la Francia: ovviamente per mantenere vivo il contrasto e quindi per non far indebolire il sistema frontale collegato, la depressione tenderà a rifornirsi sia di aria fredda (derivante nel nostro caso da quella spinta verso sud sulla Scozia), che di aria calda. Vista la posizione della perturbazione, l’aria più mite non può che essere estratta dalla Spagna e dal Mediterraneo occidentale, dove effettivamente la temperatura, ma soprattutto l’umidità, stanno aumentando di qualche punto. Questo richiamo da SW è però evidente anche a quote più elevate, in quanto un intenso ramo del getto polare, collegato strettamente al getto subtropicale sull’Oceano, è ben presente a supporto della depressione, perciò come ben sappiamo, a sud di esso si approfondirà in pochi giorni un anticiclone dinamico molto robusto (in questo caso subtropicale). Non c’è da preoccuparsi più di tanto, visto che l’ondulazione della corrente a getto non sarà affatto accentuata, anzi l’anticiclone rimarrà piuttosto schiacciato nel suo “nido” sull’Africa e riuscirà a malapena a mettere il “naso” sulle regioni centro-meridionali (almeno nei prossimi 3-4 giorni). Di conseguenza questa figura non riuscirà a portare un ulteriore ed evidente aumento della temperatura, anzi subirà una prima cocente sconfitta giovedì, ad opera di un secondo minimo depressionario in viaggio tra la Francia ed il nord-Italia.

Autore : Lorenzo Catania

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