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PIOGGE e TERREMOTI

I risultati di ricerche condotte da scienziati bavaresi, confermano un legame tra le abbondanti piogge e alcuni violenti terremoti.

In primo piano - 24 Ottobre 2006, ore 11.30

Recenti studi, condotti da Toni Kraft. ricercatore presso l'Università Ludwig-Maximilians di Monaco di Baviera rivelano una concreta connessione tra alcuni eventi sismici e i flussi idrici presenti nel sottosuolo. Nel corso della ricerca realizzata dagli scienziati, sono stati rilevati diversi microterremoti in prossimità del massiccio montuoso Staufen della Baviera, sulla Germania sud-orientale. Sulla zona si sperimentano annualmente oltre mille terremoti di lieve entità, ma l'attività sismica sembra concentrarsi nei mesi estivi, in occasione dei periodi più piovosi dell'anno. Le forti precipitazioni portano gli accumuli idrici ad inabissarsi nelle cavità del sottosuolo, alimentando i fiumi e i bacini idrici sotterranei. La pressione dell'acqua, esercita notevoli sollecitazioni agli strati di roccia presenti nel sottosuolo, creando piccole scosse sismiche, rilevabili solo dalle strumentazioni. Tali scosse potrebbero effettivamente risultare ben più violente se l'acqua trovasse la via per filtrare verso profondità maggiori, la quale sottoposta a temperature elevate, si trasformerebbe in una vera e propria carica esplosiva. In seguito ai risultati delle ricerche degli scienziati bavaresi, sono state osservati notevoli aumenti della sismicità della zona in occasione delle abbondanti precipitazioni registrate tra marzo e agosto. Da una media di uno o due eventi, si è passati a circa 40 microterremoti al giorno. Chiaramente si tratta di fenomeni di debole entità, limitati alle zone superficiali della crosta terrestre, ma che potrebbero, in determinate zone del Pianeta e in determinati frangenti, trasformarsi in pericolosi detonatori, capaci di scatenare pericolosi terremoti latenti, specie se le zolle presenti nella crosta sottostante, si trovassero vicine al "punto di rottura". Uno dei casi più curiosi è avvenuto in 1967 sull' India occidentale, in cui la pressione esercitata dal bacino idrico dalla diga di Koyna, completata nel 1962, si pensa possa aver innescato un violentissimo terremoto, pari al 7° di magnitudo, responsabile della morte di centinaia di persone. L'enorme peso del liquido e le infiltrazioni idriche nel sottosuolo avrebbero aggravato la situazione gia critica nella zona, con alcuni strati della crosta sottostante, vicine al punto di rottura, che dopo essere stati sottoposti ad improvvise elevate pressioni e a microterremoti, avrebbero ceduto di schianto scatenando il forte sisma. Purtroppo al momento siamo lontani dal aver capito con chiarezza la dinamica tali fenomeni e certamente la stragrande maggioranza dei terremoti è attualmente imprevedibile. Vi sono notevoli differenze tra zona e zona, nella struttura e nella permeabilità del sottosuolo, con risposte e tempistiche differenti. In uno strato roccioso poco permeabile l'acqua impiegherebbe molto tempo a raggiungere gli strati profondi e i bacini idrici sotterranei, creando non pochi problemi nel determinare con certezza la giusta causa-effetto.

Autore : Luca Savorani

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