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Le Alpi si rifanno il trucco, spruzzata nevosa in arrivo sulle nostre montagne

Leggera passata di nevicate sull'arco alpino mercoledì e giovedì. Favorito il settore centrale e le zone prossime ai crinali di confine.

In primo piano - 12 Novembre 2008, ore 09.11

Una prima passata l'abbiamo vista nel corso dei rigori dettati dalla prolungata fase di maltempo occorsa a cavallo tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre. Allora però la distribuzione del manto nevoso fu alquanto irregolare, anche dal punto di vista altimetrico. Ora le Alpi si rifaranno il trucco. Le cose andranno diversamente in questo secondo affondo dell'autunno. Prima differenza le correnti di Scirocco; queste ci saranno ma si riveleranno meno incisive rispetto all'evento di fine ottobre. La quota neve non presenterà pertanto forti oscillazioni ma rimarrà imperniata attorno a determinate quote. Quali? Qui occorre fare doversoi distinguo: in prima fila troveremo le creste di confine occidentali, ad iniziare dalla valle d'Aosta e dall'alto Piemonte che riceveranno i primi fiocchi già nella mattinata di mercoledì a quote comprese tra 1600 e 1800 metri. L'assetto delle correnti in quota ritarderà di qualche ora l'arrivo delle precipitazioni sulle Alpi lombarde più settentrionali, mentre le Marittime riceveranno buoni apporti sui versanti meridionali a quote poste intorno ai 2000 metri. In Lombardia i fiocchi cadranno inizialmente tra 1800 e 2000 metri ma la precipitazione si intensificherà notevolmente nel pomeriggio-sera e il livello delle nevicate tenderà progressivamente abbassarsi intorno i 1600-1700 metri entro sera sui settori settentrionali, intorno 1700-1800 sulle Prealpi. Anche Trentino, Alto Adige, Veneto e parte del Friuli avranno questa volta la loro razione di neve, sempre con le dovute distinzioni in base all'esposizione delle valli rispetto alle correnti meridionali responsabili delle costruzioni nuvolose. Così i settori posti sottovento al gruppo del Brenta e la val di Sole riceveranno inizialmente apporti minori e a quote più elevate, stante poi un recupero nella giornata di giovedì. Lo stesso dicasi per le Alpi Carniche, mentre le Giulie registreranno apporti minori a causa della maggior penetrazione dei miti venti sciroccali attraverso la porta adriatica. Nel corso della giornata di giovedì, quindi nelle battute finali di questa passata perturbata, il sistema frontale si arriccerà come una trottola sulla nostra Penisola, e l'aria fredda nord-atlantica inizierà a penetrare sulle nostre regioni settentrionali determinando un ulteriore calo delle quote neve. Si andrà dai 1200-1300 metri dei settori confinali valdostani, ossolani, retici e sud tirolesi ai 1500-1700 di quelli prealpini. L'arrivo dei grossi fiocchi anche in alcune località di fondovalle poste a tali quote sarà il segnale che la perturbazione avrà ormai dato fondo all'aria fredda e che il tempo si avvia ad un prossimo miglioramento.

Autore : Luca Angelini

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