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Ancora aria fresca e debolmente instabile in arrivo per alcune regioni?

Quale sarà l’evoluzione del tempo nei prossimi giorni?

In primo piano - 7 Luglio 2003, ore 10.56

Non siamo affatto lontani dalla configurazione classica che porta all’estate mediterranea, almeno per quanto riguarda i bassi strati della troposfera (fra il suolo ed i 2-3 km di altezza); l’anticiclone delle Azzorre infatti è alle porte dell’Italia, e sta tentando di distendersi nella sua normale posizione estiva, quella famosa “ala di farfalla” che sempre più raramente abbiamo potuto osservare in questi ultimi anni. Il problema però sta nel fatto che alle alte quote le correnti a getto non sono posizionate in maniera tale da dare un supporto sufficiente all’anticiclone per la riuscita del suo progetto; difatti i forti venti d’alta quota presentano ancora una volta troppe ondulazioni nel senso dei meridiani, e di conseguenza la grande figura di alta pressione proveniente dall’Atlantico si sente in qualche modo invitata ad espandersi verso nord, in corrispondenza dei “promontori” anticiclonici in quota. Ecco che di conseguenza la nostra Penisola rimane in parte “scoperta” e subisce infiltrazioni di aria fresca alle quote medie (fra i 4 ed i 7 km di altezza); questo fenomeno porta ad una lieve instabilità sul Triveneto e su parte dell’Appennino. Cosa succederà nei prossimi giorni? Non ci saranno grossi cambiamenti; il tempo continuerà a mantenersi in parte instabile in montagna, specialmente sulle Alpi centro-orientali e l’Appennino, dove si potranno avere isolati temporali pomeridiani o serali; in pianura e sulle coste invece tenderà a prevalere il sereno fino alla tarda serata, quando sulla Pianura Padana a nord del Po ci potranno essere temporanei annuvolamenti con brevi e moderati rovesci di pioggia, subito seguiti da nuovi squarci di sereno. La debole ventilazione da nord contribuirà inoltre a contenere l’effetto dell’insolazione sulla temperatura, portando valori termici solo localmente superiori ai 32-33°C (specialmente in Pianura Padana e sulla Sardegna). Nel lungo termine ci dobbiamo attendere un cambiamento? È ancora presto per dirlo; difatti una perturbazione in transito su Inghilterra e Francia nella giornata di venerdì prossimo, potrebbe seguire due strade diverse, a seconda della reazione che avrà l’anticiclone delle Azzorre a seguito del suo passaggio fra Regno Unito e Mare del Nord. Se l’aumento di pressione ad ovest del fronte freddo considerato sarà cospicua, allora nei bassi strati si potranno attivare intense correnti da nord-est sul Mare del Nord e la Scandinavia; tali venti spesso si riflettono anche alle quote superiori, generando dopo qualche giorno piccole depressioni (le “gocce fredde”) che poi vengono spinte verso il Mediterraneo. Se invece l’anticiclone atlantico ingloberà il fronte freddo senza grossi scossoni, allora l’evoluzione del tempo continuerà a seguire il trend mantenuto fino ad oggi; quest’ultima ipotesi attualmente sembra la più probabile, ma non è detto che poi effettivamente essa si verifichi. Vi invitiamo quindi a seguire tutti i prossimi aggiornamenti.

Autore : Lorenzo Catania

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