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Ecco perché l'inverno non "graffia" più: le ANOMALIE pressorie in Europa

Sono talmente tanti i "travestimenti" dell'alta pressione che è impossibile farne un inventario, ma sono tutti egualmente efficaci nel tenere l'inverno ai margini dell'Italia per lunghi tratti della stagione.

Editoriali - 12 Febbraio 2019, ore 09.51

Se è vero che l'inverno è lungo, come dicono gli anziani, è altrettanto vero che più della metà della stagione se ne va in compagnia di congiunture bariche sfavorevoli alla sua affermazione sul Continente, ma soprattutto sull'Europa occidentale e mediterranea.

Negli ultimi 35 anni il trasformismo dell'anticiclone è stato sorprendente: si è messo spesso in posizioni che hanno impedito all'Italia di ricevere le perturbazioni atlantiche, le ondate di freddo in arrivo da nord ma soprattutto da est, andando a determinare lunghi periodi con tempo asciutto o assenza di vero freddo.

Le anomalie sono risultate più pesanti tra la fine degli anni 80 e gli anni 90 del secolo scorso, ma si registrano tuttora ad intervalli. A coadiuvare la sua azione stabilizzante ci pensa anche una corrente da ovest spesso sparata, frutto di una vorticità sul nord America molto spiccata, o forse sarebbe meglio dire troppo spiccata.

La presenza ingombrante dell'anticiclone è dovuta come sapete ad una risalita della cella di Hadley verso nord, che porta le grandi perturbazioni atlantiche a muoversi a latitudini più elevate, senza più riuscire a coinvolgere il Mediterraneo con la frequenza che si registrava ad esempio tra gli anni 70 e la metà degli anni 80 del secolo scorso.

Più di tutto però sorprende la difficoltà con cui si realizzano le interazioni tra le correnti da est (quelle rare volte che ormai riescono ad infilarsi nel Mediterraneo) e le correnti instabili da ovest. In pratica anche quando la congiuntura risulterebbe favorevole, interviene la radice subtropicale dell'alta pressione e ridimensiona notevolmente la fenomenologia e soprattutto le precipitazioni nevose, poiché prima che intervengano le precipitazioni, interviene una "scaldata" notevole da sud (seconda immagine dall'alto).

Viene da chiedersi se quest'anomalia non abbia altre origini, magari extraeuropee; ci si è rivolti allora all'anticiclone californiano, quello che da diverso tempo, proprio come da noi in Europa, tiene in scacco il grande ovest americano, negando spesso le precipitazioni e favorendo lunghe fasi siccitose durante le quali vengono appiccati incendi dolosi gravissimi.

La risposta è probabilmente si: il tempo è un sistema intrecciato di vasi comunicanti, è come salire sulle montagne russe, saliscendi continui che premiano o penalizzano le diverse zone dell'emisfero boreale.

 


Autore : Alessio Grosso

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