20:51 1 Novembre 2024

Scacco matto all’anticiclone: ecco come potrebbe avvenire entro il 10 novembre

Il tempo potrebbe cambiare sul finire della prima decade di novembre. Si sta cercando di capire quanto peso specifico potrà avere in questo cambiamento una goccia fredda in arrivo dall'est europeo.

L’anticiclone che abbiamo sopra le nostre teste è decisamente coriaceo e, con la sua azione di blocco, è indirettamente responsabile della disastrosa e tragica ondata di maltempo che ha colpito la Spagna e che ancora non si è del tutto conclusa (parleremo altrove dei rischi per Baleari e Andalusia).

Per molti è stato bello rivedere il sole dopo tanti giorni di pioggia e godersi queste giornate miti, localmente anche calde, si sono però rivisti altrettanto localmente anche nebbia e smog.
Ora tutti si chiedono: quanto durerà questa performance dell’alta pressione? C’è il rischio che si trascini per tutto il mese precludendo preziose nevicate sulle Alpi e in Appennino in vista della stagione invernale?

E’ stato individuato già un possibile guasto intorno al 10 novembre, come potete leggere qui:
Colpo di scena: una goccia fredda colpirà anche l’Italia entro il 10 novembre – MeteoLive.it
Anche oggi i modelli ipotizzano una sorta di scacco matto all’anticiclone intorno a quella data per l’inserimento di un vortice freddo dall’est europeo, che evolverà in goccia fredda (tanto per cambiare) in grado di minare la stabilità dell’anticiclone, sfondando poi anche ad ovest e favorendo un contatto ad ovest con le correnti perturbate di origine atlantica. La mappa qui sotto, tratta dal modello GFS ipotizza proprio questa evoluzione:

Ecco infatti il compito successivo di questa goccia fredda, collegarsi con l’Atlantico, così come prevede l’emissione ufficiale del modello GFS per il 12-13 novembre, un “contact” perfetto che cambierebbe il volto barico sul Continente:

La media degli scenari del modello però non ipotizza una via d’uscita così complessa dall’anticiclone, per la verità non ne vede un’uscita ancora sicura almeno sino a metà mese, rinnovandogli la fiducia sino a quel momento. Dal 15 invece eccolo timidamente aprire le porte alle correnti instabili occidentali, ma senza grande convinzione:

Insomma la situazione è ancora incertissima, ma nonostante lo scetticismo dei giudizi complessivi dei principali modelli matematici, l’ipotesi “goccia fredda” vagante da est è ancora quella che gli addetti ai lavori ritengono una via d’uscita non certamente da trascurare, già osservata peraltro in passato in simili situazioni, che poi si sono rivelate risolutive ai fini di un cambiamento del tempo su vasta scala. Dunque seguite tutti i nostri aggiornamenti.