13:11 25 Agosto 2026

L’incubo del caldo africano anche a settembre

Il rischio è concreto. L’anticiclone non intende abdicare così facilmente.

L'incubo del caldo africano incomberà ancora sull'Italia, anche a settembre.

L’anticiclone africano non ha alcuna intenzione di abdicare. O perlomeno, non nella maniera in cui l’uomo immagina la fine dell’estate. Ce lo dicono le ultime mappe, che sembrano essersi rimangiate gli scenari freschi evidenziati in alcune delle scorse emissioni. Negli ultimi anni abbiamo imparato che liberarsi della cupola subtropicale richiede tempo, pazienza e – ironia della sorte – spesso anche “sette camicie” di sudore. Il passaggio dall’estate meteorologica alla fase più temperata di settembre non è più netto come un tempo: oggi è un processo lento, intermittente, fatto di brevi pause e rapide ripartenze del caldo. Lo si evince perfettamente dalla media degli scenari prevista dal modello GFS su base grafica Meteociel prevista per il 2 settembre: l’anticiclone concederà solo l’inserimento di spifferi freschi, in grado di determinare solo moderata instabilità passeggera:

media degli scenari prevista dal modello GFS su base grafica Meteociel prevista per il 2 settembre

La prima decade di settembre si inserirà perfettamente in questo schema climatico. Nonostante alcuni momenti temporaleschi, più spesso confinati alle Alpi e alle Prealpi e al versante adriatico, il centro‑sud continuerà a vivere condizioni prettamente estive, con giornate calde, cieli spesso sereni e temperature che, pur non raggiungendo più le punte eccezionali di fine agosto (meno male), rimarranno comunque sopra la media del periodo. Le rinfrescate saranno modeste, temporanee, incapaci di scalfire in modo significativo la struttura anticiclonica che continuerà a dominare il Mediterraneo centrale.

Il nord Italia vivrà una situazione più dinamica, ma non rivoluzionaria. Le infiltrazioni fresche da nord e nord‑est potranno generare qualche episodio instabile, soprattutto lungo l’arco alpino (o sul Triveneto), dove non mancheranno rovesci e temporali pomeridiani. Tuttavia, si tratterà di disturbi brevi, insufficienti a determinare un vero cambio di circolazione. Il campo barico resterà infatti robusto, con l’anticiclone africano ancora ben saldo tra il Mediterraneo e il nord Africa.
Lo si vede anche da questa mappa termica media a 1500m prevista per i primi giorni di settembre su base grafica Meteociel, il caldo certamente arretrerà un po’, ma senza mollare del tutto la presa:

Media termica a 1500m prevista per i primi di settembre secondo il modello GFS su base grafica Meteociel.

La seconda decade di settembre potrebbe finalmente introdurre una fisiologica flessione del campo barico, più coerente con la stagione. I modelli mostrano segnali di un possibile abbassamento del flusso perturbato atlantico, che potrebbe riuscire a scendere con maggiore decisione verso l’Europa centrale e, a tratti, verso il nostro Paese. In questo scenario, l’Italia potrebbe sperimentare il passaggio più convinto di qualche impulso piovoso, con rovesci più diffusi e un ridimensionamento più marcato dell’anticiclone.

Non si tratterebbe comunque di un crollo improvviso dell’estate, ma di un graduale riequilibrio: giornate meno calde, notti più fresche, qualche episodio instabile più organizzato e un generale ritorno verso valori termici più vicini alla norma. Il centro‑sud rimarrebbe comunque protetto dalla residua ingerenza subtropicale, mentre il nord sarebbe il primo settore a beneficiare di eventuali affondi atlantici.

La vera incognita riguarda la persistenza dell’anticiclone africano. Negli ultimi anni ha dimostrato una sorprendente capacità di resistere anche oltre la metà di settembre, ripresentandosi con nuove pulsazioni calde dopo brevi pause instabili. Non è escluso che anche quest’anno possa tentare un ulteriore rilancio, ma la distanza temporale impone prudenza: serviranno nuovi aggiornamenti per valutare l’attendibilità di questa ipotesi.

In sintesi, settembre partirà con un clima ancora estivo, soprattutto al centro‑sud, con solo modeste rinfrescate e instabilità confinata al nord. Una maggiore dinamicità potrebbe arrivare nella seconda decade, ma l’anticiclone africano non sembra intenzionato a lasciare la scena senza opporre resistenza.