La Sfera é ottimista: si va verso la normalità
Le correnti da ovest stanno assumendo una piega consueta
I passaggi perturbati che stanno caratterizzando la parte finale del mese di Novembre rientrano nella norma, se prescindiamo dal fatto che quest’anno si sono presentati con una cadenza decisamente più incalzante e con precipitazioni mediamente più abbondanti del normale, dovute a blocchi anticiclonici ostinati.
Non c’é dunque da stupirsi troppo, nè da chiamare in causa il solito effetto serra, il riscaldamento globale e tutti i piagnistei televisivi che si sentono dopo ogni temporale più forte del solito.
E’ innegabile che la temperatura del pianeta si stia riscaldando ma é altrettanto vero che l’argomento è ormai talmente inflazionato che serve quasi da parafulmine contro le nostre responsabilità e indifferenze; ecco, come direbbe il buon Caroselli, ci siamo mangiati tutto il tempo a disposizione, e allora acceleriamo.
Si va verso la normalità, dicevamo, e cosa ce lo fa pensare?
Innanzitutto la leggera modifica della circolazione a tutte le quote che non ci mostra più le depressioni che affondano verso l’Africa ma sono più rapide e dirette verso il Mediterraneo con direzione WNW, ESE.
Questo asse barico, spostato ed inclinato rispetto a prima di qualche centinaia di km con un motore ben delineato che si é messo a dialogare con l’alta delle Azzorre, sarà la chiave di volta del tempo dei prossimi 7-10 giorni.
Basta innanzitutto con “l’alito” africano sul centro-sud, l’aria fredda post-frontale assicurerà un trend di temperature volto sempre di più a rientrare nella norma stagionale e le nevicate ad ogni fronte freddo si avvicineranno sempre più alle pianure del nord-ovest, primo indizio di un ulteriore raffreddamento su tutta la Penisola.
La cosa avverrà lentamente ma inesorabilmente e l’anticiclone delle Azzorre, darà una mano lanciando promontori mobili pronti ad innescare un rovesciamento d’aria fredda subito dopo il passaggio d’ogni fronte.
Intanto sulle Alpi la neve è caduta abbondante e questo basta a rendere felice l’Italia del turismo invernale: dal 1996 non si ricordava un novembre così promettente.
Ma allora cosa diavolo accadrà nei prossimi giorni?
Riassumendo:
flusso occidentale con onde perturbate e transito associato di mini-depressioni, alternate a semi-onde anticicloniche della durata di 12-24 ore.
Quanto durerà questa altalena? Forse a lungo e non é detto che per fine mese Pianura Padana e Appennino centro-settentrionale non possano vedere i fiocchi bianchi che molti attendono.
Intanto week-end con il passaggio numero 1, lunedì sera passaggio numero 2 con temperature sempre più fresche, mercoledì sera perturbazione numero 3: interessata da NW a SE quasi tutta la Penisola, ma data la bizzarria dei modelli attendiamo domani per fornire nuovi particolari.
Autore : Alessio Grosso