11:16 14 Ottobre 2024

Il tempo sino a CAPODANNO: tutte le proiezioni

Non si escludono grosse sorprese, in una stagione che potrebbe avere un andamento anche regolare. Sono proiezioni però, non fidatevi troppo.

La proiezione sperimentale del modello GFS che si spinge sino a lunghissimo termine e che offriamo saltuariamente ai lettori, ipotizza una stagione invernale che, almeno sino a gennaio, potrebbe rientrare nei canoni della normalità.

E per normalità intendiamo un autunno vivace quanto basta per distribuire precipitazioni, una fase natalizia all’insegna dell’anticiclone, in linea con quanto avviene sotto Natale (cioè con il compattamento del vortice polare e l’accelerazione della corrente a getto con venti tesi da ovest nel nord Europa), e poi un inizio gennaio con le prime vere irruzioni fredde di stagione.

Andiamo con ordine però: con la fine di ottobre il modello prevede il primo vero scambio di calore tra nord e sud del Continente, con un’irruzione fredda che lascerebbe il segno sino ai primi di novembre, portando anche della neve su Alpi ed Appennini sino alle quote medie, qui lo schema barico previsto:

Esaurita questa prima ondata di freddo stagionale anticipata, ecco affacciarsi un novembre con depressioni in arrivo da ovest che manterrebbero il tempo dinamico a tratti, proponendo precipitazioni talora abbondanti, intervallate da momenti asciutti e dunque da qualche finestra di tempo migliore con effimere rimonte di qualche cuneo anticiclonico subtropicale. Qui lo schema barico previsto tra il 6 e il 10 novembre:

Sul finire di novembre un secondo affondo delle correnti fredde in discesa dalla Scandinavia attiverebbe una fase di maltempo più invernale, con la neve che potrebbe scendere sin sotto i 1000m sulle Alpi e dalle quote medie in Appennino, qui lo schema previsto tra il 23 e il 30 novembre:

Ecco però all’improvviso, dall’Immacolata in poi, farsi largo la rimonta decisa dell’anticiclone, favorita da un compattamento del vortice polare, del resto fisiologico in quel periodo dell’anno, e dalla contemporanea e conseguente accelerazione dei venti da ovest in alta quota, ecco che tempo ne deriverebbe nella seconda decade di dicembre e probabilmente anche nella terza:

Sul finire dell’anno invece e durante la prima decade di gennaio si manifesterebbe una frenata della corrente a getto con conseguente discesa di aria fredda diretta dalla Scandinavia verso il Mediterraneo e peggioramento di tipo invernale sull’Italia, come si nota qui:

Sarebbe un bel segnale di dinamicità anche durante l’inverno, ma chiaramente si tratta di previsioni sperimentali, utilizzate al momento per soli fini didattici e per cercare di capire se un certo trend, che il tempo sta seguendo da anni, possa trovare conferma nei fatti anche in questa stagione. Prendete dunque tutto con il necessario distacco, senza fare eccessivo affidamento alle configurazioni previste, che restano comunque interessanti.