FREDDO stroncato da un mega anticiclone: ecco cosa succederà
L'autunno farà l'autunno senza travestirsi da inverno, almeno per ora. Le carte per il momento parlano chiaro. Ecco le prospettive per i prossimi giorni.
Niente da fare. L’appuntamento con il primo freddo è rimandato. Tutti i modelli stamane sposano l’ipotesi di un notevole rinforzo dell’anticiclone, che avrà come obiettivo quello di inglobare gran parte dell’Europa centro occidentale e di proteggerla dall’irruzione di aria fredda che è stata prevista da qualche giorno da molti modelli, per domenica 3 novembre.
Quasi tutto il freddo finirà per essere deviato sull’est europeo, dove porterà i primi chiari segnali d’inverno.
Per l’Italia la svolta stagionale sembra quindi rimandata a data da destinarsi. In compenso però l’anticiclone favorirà la presenza di nebbie nella notte e nella prima mattinata su molte zone della Pianura Padana, ma a banchi anche sulle bassure di molte aree della Penisola, pur in un contesto termico piuttosto mite, specie sulle coste e nelle ore pomeridiane.
A sentenziare questa evoluzione le mappe dei modelli previste proprio per il primo week-end di novembre, come vediamo qui sotto:

Il fatto che le correnti tra bassa e media quota possano disporsi da est, riuscirà comunque a spingere qualche refolo più fresco verso la Penisola, ma senza che intervenga chissà quale flessione delle temperature, solo 2-3 gradi in meno, essenzialmente in Adriatico e al sud, come si nota da questa mappa termica a 1500m prevista sempre per domenica 3 novembre:

Lo sviluppo così anomalo degli anticicloni, che dal nulla diventano autentici mostri di stabilità, è uno dei tanti segnali di cambiamento climatico che non scopriamo certo oggi. Sono presenti sin dalla fine degli anni ’80 e monopolizzano il tempo per parecchie settimane.
Paradossalmente se non intervenissero adesso sarebbe come togliere il cortisone ad un malato con un’infiammazione cronica: in pratica con un mare ormai così caldo, l’arrivo di una serie di perturbazioni, come successo sino a ieri, può provocare conseguenze alluvionali anche gravi, dunque l’alta pressione ci salvaguarda da guai peggiori, ma non può essere certo la cura, perché è proprio la sua persistenza a favorire fasi siccitose, temperature costantemente più alte della norma, mancanza di neve in montagna ed indirettamente, di fronte ad una sua temporanea attenuazione, è sempre lei la causa dello sviluppo di temporali marittimi molto pericolosi all’arrivo dei primi refoli freschi.
Ci vorrebbe davvero una rivoluzione barica per cambiare il quadro atmosferico del Continente, cosa al momento impensabile.
Dunque il momento dell’arrivo del freddo è rimandato. Più facile che durante la prima decade del mese di novembre intervenga qualche cambiamento da ovest che da nord, con il ritorno di qualche pioggia, ma l’inverno sembra ancora lontano, del resto parliamo di inizio novembre, è anche giusto che sia così, purché non si viva un’altra stagione di autunno infinito.