12:58 7 Gennaio 2025

Anticiclone alla riscossa da metà a fine gennaio: cosa c’è di vero

Quando si parla di anticiclone e delle sue performances non c'è motivo di dubitare di una previsione.

Dopo la breve sfuriata fredda attesa tra domenica 12 e lunedì 13, il tempo rimarrà instabile solo a ridosso delle Isole Maggiori, dove riuscirà a dispensare con buona probabilità ulteriori precipitazioni, altrove invece non solo tornerà il sereno ma si rafforzerà progressivamente l’anticiclone, favorendo un rapido e generale rialzo delle temperature in alta quota e sulle zone costiere, più lento su quelle pianeggianti, interessate dal fenomeno dell’inversione termica, particolarmente accentuato se dovessero fare la loro comparsa nebbie diffuse, che manterrebbero al suolo (rendendolo anche umido) il freddo affluito nei giorni precedenti, ma su questo punto torneremo in prossimi articoli.
Qui invece vogliamo raccontarvi l’evoluzione della seconda parte del mese di gennaio a livello europeo ed anche nord-americano.
Infatti se da noi in Europa e sull’Italia sarà l’anticiclone a comandare la scena tra il 15 e il 20 del mese, negli States, come vediamo qui sotto da questa mappa termica emisferica a 1500m, si aspettano un’altra pesante ondata di freddo per la discesa verso sud di un ramo del vortice polare, con punte sino a -20°C.
Il solito inverno americano direte; certo, quello non tradisce quasi mai:

Da noi al massimo il freddo colpirà l’est del Continente, ma senza minimamente coinvolgerci. Peggio ancora quello che accadrebbe in terza decade del mese, con il vortice polare che tornerebbe a compattarsi, scatenando una pazza corrente occidentale sull’Europa che dal 22 al 27 determinerebbe venti tempestosi e piogge sul nord del Continente, mentre procedendo verso sud, favorirebbe ancor più la “stiratura” dell’anticiclone verso il nostro Paese.
Dunque si rinnoverebbe il tempo stabile, soleggiato e, al di fuori delle nebbie, anche decisamente mite per il periodo, come si vede qui sotto:

Da notare questa volta che la corrente laminare da ovest penalizzerà anche l’inverno americano, in pratica le correnti da ovest soffieranno anche da loro a tutta velocità, impedendo ai tentacoli gelidi del vortice polare di scendere verso Canada e States.
Quindi gennaio da cestinare? Se dovessero essere confermate queste mappe decisamente SI, tuttavia vi è sempre un margine di errore e di imprevedibilità (per fortuna). Il tempo non è un essere razionale, ma la previsione più facile al momento sembra proprio questa.
Se a fine mese o a febbraio la corrente a getto rallenterà la sua corsa, allora il tempo avrà qualcosa da dire. Altrimenti resterà l’anticiclone a governare la scena con buona pace di tutti.

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