20:51 22 Gennaio 2025

Tutto il maltempo tra lunedì 27 e martedì 28

Perturbazioni atlantiche una dopo l'altra! Forte maltempo ad inizio prossima settimana.

Si è riaperta definitivamente la porta atlantica, e lo dimostrerà chiaramente in questo finale di gennaio, grazie a una serie di perturbazioni che, una dopo l’altra, si infileranno all’interno del Mediterraneo. Questo cambio di scenario rappresenta una svolta decisiva per il meteo delle prossime settimane.

Col ritorno delle correnti occidentali, è evidente che la pioggia premierà senz’altro le regioni del Nord e del Medio-Alto Tirreno, mentre il Medio-Basso Adriatico e gran parte del Sud si ritroveranno ai margini delle precipitazioni. Fortunatamente, il Sud Italia e le isole maggiori hanno accumulato una discreta scorta di pioggia, grazie alla depressione che è rimasta bloccata per quasi 10 giorni sul basso Mediterraneo.

Nel corso dei prossimi 9 giorni, si prevede l’arrivo di tante perturbazioni di stampo atlantico, tutte destinate a coinvolgere in modo chiaro e diretto le regioni settentrionali. Tuttavia, la neve non riguarderà le basse quote, almeno fino al 29 gennaio, a causa della presenza di venti da sud che inevitabilmente faranno aumentare le temperature su tutto lo stivale.

Una delle più forti perturbazioni è attesa tra il 27 e il 28 gennaio, ovvero a inizio prossima settimana. Dopo le piogge previste domenica al Nord e sul Medio-Alto Tirreno, si prevede solo una piccola pausa di qualche ora in attesa di una nuova perturbazione destinata a interessare le regioni settentrionali a partire da lunedì 27. Le previsioni indicano piogge abbastanza diffuse su gran parte del Nord e dell’Alto Tirreno, mentre il Sud godrà di tempo più stabile e asciutto.

L’apice di questa perturbazione è atteso nella giornata successiva, ovvero martedì 28 gennaio, con piogge diffuse su tutto il Nord e gran parte del Centro Italia. Gli accumuli più rilevanti interesseranno i settori tirrenici e l’Arco Alpino. Inoltre, tanta neve è prevista sulle Alpi, generalmente a quote superiori ai 1200 o 1300 m, eccezion fatta per i fondovalle alpini, dove la quota neve potrebbe scendere anche al di sotto dei 1000 m.